Il Tirreno

Prato

Muore di overdose col telefono in mano

Paolo Nencioni
Muore di overdose col telefono in mano

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PRATO. Lo hanno trovato a braccia aperte: in una mano stringeva ancora la siringa sporca di sangue, nell'altra un telefono cellulare, accanto la mountain bike con la quale quasi certamente ha fatto il suo ultimo viaggio.

Il corpo senza vita di Silvio Casoli, 41 anni, è stato rinvenuto ieri mattina a Castelnuovo in via della Macchiola, una stradina che costeggia via Roma, ma alla quale non è facile accedere perché chiusa su entrambi i lati da recinzioni sigillate con lucchetti e catene, tanto che è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco per consentire al medico e all'ambulanza della Misericordia di Poggio a Caiano di arrivare fino al ciglio sul quale Casoli ha esalato l'ultimo respiro. Poi la salma è stata portata via della Croce d'Oro.

La morte risale a lunedì sera. Solo l'autopsia, disposta dal sostituto procuratore Laura Canovai, scioglierà i dubbi sulle cause della morte, ma è quasi certo che a uccidere Silvio Casoli sia stata un'overdose da eroina. Originario di Scandicci, l'uomo risulta ufficialmente residente a Forlì, ma di fatto era senza fissa dimora. In un primo momento si è pensato che potesse essere stato ospite della vicina Comunità di Emmaus, a Castelnuovo, ma nei registri dell'associazione non c'è traccia del suo passaggio negli ultimi quattro anni.

Probabilmente aveva un tetto non molto distante, perché in via della Macchiola è arrivato in bicicletta. Semmai resta da capire per quale motivo abbia scelto di infilarsi in quella stradina secondaria, dove pare non sia possibile arrivare in bicicletta per le due recinzioni che ne chiudono un ampio tratto. Luoghi isolati e molto più accessibili non mancano nei paraggi. A meno che non avesse un appuntamento con qualcuno da cui doveva acquistare la droga, oppure che la doveva consumare insieme a lui.

Qualcuno al momento del malore fatale ha preferito allontanarsi. Il telefono cellulare in mano al morto lascia pensare che Silvio Casoli abbia tentato di chiedere aiuto quando si è sentito male, ma probabilmente non ce l'ha fatta. Le prime case sono abbastanza distanti e nessuno avrebbe potuto sentire le sue grida. Il telefono è stato comunque preso in consegna dai poliziotti delle volanti intervenuti ieri mattina in via della Macchiola e verosimilmente sono già stata rintracciate le persone chiamate dal quarantunenne nelle sue ultime ore di vita, e quelli che lo hanno chiamato.

Tra questi potrebbe esserci anche lo spacciatore che gli ha venduto la dose mortale, che se rintracciato potrebbe dover rispondere dell'accusa di morte in conseguenza di altro reato (lo spaccio). Da qualche tempo il mercato dell'eroina è passato in gran parte nelle mani dei cinesi, che la portano a Prato da Scampia (Napoli) e la vendono a un prezzo più basso del solito, 35 euro.

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