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Prato

   LE INTERCETTAZIONI

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   LE INTERCETTAZIONI «Mi hanno isolato come un cane»  «Ho ammazzato una persona e loro si comportano con me come se fossi un cane...». E' un uomo in fuga, braccato dalla polizia e forse isolato dai suoi stessi compagni Xie Gaohui, ritenuto uno dei killer, quando lo scorso 11 luglio si confida (e di fatto confessa) al telefono con un amico, mentre raccoglie soldi per tornare in Cina. E' costretto a rimanere chiuso in casa, a Prato, perché più della polizia teme la vendetta del gruppo rivale.  In un'altra conversazione intercettata l'altro presunto killer, Chen Yong, 20 minuti dopo l'omicidio, dice di essere già a casa e ha ritrovato il buon umore. Racconta di non essersi fatto quasi niente nell'aggressione («Solo un graffio») e quando l'altro gli chiede se le due vittime designate sono andate via se la ride: «Loro due non lo so, noi siamo andati via dopo averli picchiati (sic)» e aggiunge che non potrà andare a un appuntamento serale.

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