Sicurezza
I sindacati ribadiscono il comportamento scorretto del Comune
«Salvi ma in calcio d'angolo»
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I vigili urbani durante lo sciopero 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il giorno di sciopero i sindacati sono tenuti ad indirlo con almeno 10 giorni di anticipo, con relative comunicazioni da inviare a numerosi soggetti. Gli enti a loro volta sono obbligati a fornire comunicazione dei contingenti precettati per i servizi essenziali (e non per altro) ai lavoratori interessati ed alle organizzazioni sindacali almeno 5 giorni prima. E' la normativa legislativa e contrattuale che regola la materia che lo stabilisce, e non un'illazione od una strumentalizzazione politica da parte dei sindacati come dichiarato nei giorni scorsi. A ribadire la legge è la funzione pubblica dei sindacati dopo la sentenza del giudice del lavoro sullo sciopero dei vigili. «In sostanza - spiegano - davanti al giudice del Lavoro è decaduta l'accusa di condotta antisindacale nei confronti del Comando della polizia municipale del Comune di Prato non perché non vi sia effettivamente stata, ma solo perché all'ultimo tuffo, alle organizzazioni sindacali è pervenuta la comunicazione di quanto dovuto. Questo però è accaduto solo dopo che il Comando di Prato aveva ricevuto la notifica di comparizione davanti al giudice del lavoro e ben oltre il termine previsto». «Il Giudice del Lavoro - continuano - non ha potuto quindi procedere poiché era venuta meno la condotta antisindacale in ragione di un atteggiamento riparatorio posto in essere dal comando, e da qui ne è derivata poi la definizione in via conciliativa con conseguente compensazione delle spese, ma ha invitato comunque il Comune al rispetto dei tempi previsti per le prossime occasioni, verbalizzando un preciso impegno in tal senso, prova del fatto che le cose, in precedenza, non fossero state fatte correttamente».
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