Il Tirreno

Prato

Biagi sarà la Regione a Prato

Maria Lardara
Vinicio Biagi e una confezione cinese
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Vinicio Biagi e una confezione cinese

L'ex segretario dei Ds seguirà i progetti speciali per il distretto

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 PRATO. Scomodando il latino, si potrebbe dire che sarà la "longa manus" del presidente Rossi a Prato. Incaricato di seguire quel "progetto per Prato" che il governatore toscano non ha ancora tirato fuori dal cassetto. Lo farà lui, Vinicio Biagi, ex segretario dei Ds pratesi ed ex consigliere comunale. Dirigente in Regione dal 1995, dalla prossima settimana cambierà scrivania per mettersi al lavoro sulla città.  Per ora il nuovo coordinatore dei progetti speciali regionali (questa la qualifica formale conferitagli il 15 luglio: il primo progetto, guarda caso, riguarda proprio Prato) monitorerà tutto dal suo ufficio di piazza dell'Unità a Firenze, ma Biagi potrebbe traslocare presto nella sede della Provincia, che avrebbe già messo a disposizione della Regione gli spazi per dislocare un suo sportello di rappresentanza. «Come Provincia abbiamo presentato la nostra candidatura per aprire qui l'ufficio della Regione», fa sapere la vicepresidente Ambra Giorgi. Che presto avrà un colloquio con Biagi, al rientro dalle vacanze anticipate di quest'ultimo, per capire meglio cos'ha in testa la Regione per Prato. Di sicuro Biagi, dirigente stipendiato dalla Regione che ha dalla sua parte il fatto di conoscere a menadito una città in cui vive e ha fatto politica per tanti anni (è stato il primo segretario della Quercia pratese, consigliere comunale fino al 2004 e presidente della casa di riposo di via Roma), non avrà molto tempo per pensarci su. La tabella di marcia che si è dato è infatti ristretta. «Sarà un progetto a tutto campo, da costruire e approfondire insieme agli interlocutori del territorio, attraverso contatti diretti in primis con la Camera di commercio e le associazioni di categoria, con cui lavorare sui temi dell'integrazione, soprattutto economica, con la comunità cinese e il rilancio delle attività produttive. C'è da ricostruire in questa prima fase un dialogo tra tutti gli attori del distretto, imprenditori cinesi compresi. Entro metà settembre - assicura Biagi - ci sarà la stesura del progetto. Per ora abbiamo il contenitore, ovvero gli strumenti che la Regione ha messo in campo dando un incarico preciso a un suo funzionario, il contenuto poi andrà costruito facendo attività sul territorio». Una sorta di laboratorio per tenere sotto controllo quello che succede a Prato in chiave propositiva e progettuale, su cui poi Biagi dovrà riferire al governatore Rossi. «La Regione - fa notare - ci metterà impegno e risorse, fedele a quel principio più volte ribadito anche dal presidente, ovvero che "se riparte Prato, riparte la Toscana"». Nella città tessile opererà insomma l'ambasciatore speciale della Regione, con un'operazione a costo zero per quest'ultima visto che il personale chiamato a seguire il progetto arriverà da Firenze. Chiuso l'ufficio di rappresentanza dell'ente a Shanghai per ridurre le spese, se ne vorrebbe aprire uno a Prato con finalità precise e con l'idea di un forte radicamento sul territorio. E per l'ex direttore generale dell'area salute si tratta indubbiamente di un incarico che promette soddisfazioni. «Ho sempre lavorato per la Regione - sottolinea - ma occuparmi in modo specifico della mia città mi dà nuovi stimoli».

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