Sicurezza
Rubati i meloni di Slow Food
Maria Lardara
◗
Alessadro Venturi, di fianco le Cascine L'associazione organizza altre due cene a tema all'Osteria del Parco
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Un insolito bottino quello che hanno portato a casa i ladri in azione ieri notte nell'orto adiacente all'Osteria del Parco gestito da Slow Food, nel cuore delle Cascine. Rubati tutti i cocomeri e i pochi esemplari di melone retato pratese. Proprio la materia prima che Slow Food avrebbe utilizzato per la degustazione di sorbetti prevista per stasera (ore 21.30) nel giardino Buonamici. Episodio che può suonare come uno "spregio" da parte di qualcuno, ma Alessandro Venturi, ora past-president dell'associazione (il nuovo fiduciario è Mirko Benzi), preferisce non fare supposizioni. «Diciamo che si è trattato di una strana coincidenza, meno male che avevamo messo in produzione in altri orti i nostri cocomeri e meloni, per cui la presentazione dei sorbetti si terrà ugualmente». Cocomero giallo, melone retato e moscadello sono tre varianti succose della produzione locale di questi frutti che Slow Food si sforza di salvare dall'estinzione. Soprattutto il melone retato, consumato fin dall'antichità dai pratesi tanto da figurare nelle ambientazioni di Bartolomeo Bimbi nei quadri ora conservati al Museo della Natura Morta di Poggio a Caiano. Piccole golosità di una tradizione da salvaguardare. Intanto, con l'agosto che bussa alle porte, l'estate al Parco delle Cascine di Tavola fa rima con Slow Food. Ma soprattutto con "Tutti a tavola", rassegna enogastronomica che quest'anno spenge tredici candeline e che si prefigura come viaggio intorno alle regioni d'Italia, con due cene da leccarsi i baffi il 3 e 4 agosto all'Osteria del Parco (ore 20.30 su prenotazione telefonando allo 0574 443105 o 331 4392862). Ci si farà prendere per la gola prima con i sapori della cucina romagnola e i suoi presidi Slow Food, con la cena a tema (costo di 40 euro, come l'altra, con vini inclusi) in programma per la serata del 3, "Al di là dell'Appennino, la Romagna" che vedrà dilettarsi tra i fornelli gli chef dell'Osteria La Campanara della provincia di Forlì-Cesena, famosa in tv per essere passata più volte da "La prova del cuoco". Tra i piatti proposti, la piadina fritta impastata a mano con lo strutto di mora romagnola (un tipo di suino) e servita con squacquerone al sale dolce di Cervia; da non perdere il ciambellone romagnolo con la crema al limone e le ciliege di Civitella di Romagna. Dalla Romagna al Trentino Alto Adige, si replica la serata del 4 con alcune prelibatezze come la tosella alla panna e grappa trentina con polenta di mais di "spin" (comunità del cibo della Valsugana e comunità del Primiero), senza dimenticare l'insalata di tagliolini alla farina di grano saraceno. «Il nostro - spiega Venturi - vuole essere un omaggio ai 150 anni dall'Unità d'Italia, per questo proseguiremo con un viaggio intorno alle altre regioni che terminerà la prossima estate, dimostrando così che si realizza un'unità anche a tavola, con diverse contaminazioni tra le regioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
