Il Tirreno

Prato

Un alto funzionario del Governo ha incontrato i rappresentanti più autorevoli della Comunità

La Cina osserva Prato

Maria Lardara
Un gruppo di cinesi a Prato
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Un gruppo di cinesi a Prato

Si prepara la visita del presidente Hu Jintao nel distretto

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 PRATO. La sua non è stata una passeggiata di piacere. E saperlo in giro per Chinatown quando tutti in città ne erano all'oscuro, fa tanto missione segreta. Altro che console o ambasciatore. E' un pezzo grosso di Pechino ad aver incontrato martedì scorso alcuni esponenti della comunità cinese. Dove circola ufficiosamente una voce: l'arrivo del primo ministro Hu Jintao anche a Prato.  Tre giorni fa l'inviato speciale del ministero degli Affari esteri, signor Wu, ha evitato d'incontrare le autorità pratesi, ma ha preferito andare al nocciolo del problema e studiare meglio la situazione dei suoi connazionali. Il funzionario è venuto insomma a raddrizzare le antenne, giusto per rendersi conto di come funziona in quel di Prato, dove l'ambasciatore Ding Wei appena un mese fa, in un colloquio infuocato con il prefetto Maria Guia Federico, si era lamentato per i continui controlli a carico dei connazionali a suo dire un po' troppo presi di mira rispetto ad altri stranieri o agli stessi italiani. Clima d'insofferenza e tensione, per il sentirsi costantemente nell'occhio dei ciclone, che deve essere venuto all'orecchio del Governo di Pechino, tanto da inviare un suo alto funzionario, in una missione preparatoria che si tinge di mistero ma anche con una chiara connotazione politica perché - dicono da ambienti riservati - potrebbe spianare la strada alla visita del numero uno della potenza cinese. Fonti non ufficiali danno infatti per probabile il suo arrivo a Roma per ottobre. Tornando a martedì, dopo essersi fermato per un pranzo al ristorante Hong Kong, Mister Wu si è intrattenuto nel pomeriggio con una rappresentanza dell'imprenditoria cinese (c'era anche Giulin). «Arrivava da Roma, accompagnato da una delegazione unica composta anche dal console Zhou Yunqi e dal viceambasciatore», racconta Gabriele Zhang, vicepresidente dell'associazione d'Amicizia e tra gli esempi di imprenditori ben integrati a Prato con un'attività di confezione ormai radicata da tanti anni sul territorio. Il gigante asiatico non ha intenzione di restare zitto di fronte all'Sos lanciato dagli immigrati cinesi di Prato che, sulla questione controlli, chiedono meno accanimento e condizioni di pari trattamento con gli italiani. «Sono venuti qui da Pechino per sapere di più sulla nostra situazione», commenta Chen Hongsheng, segretario dell'associazione d'Amicizia. L'attenzione sul caso Prato rimane dunque alta. «I cinesi di Prato fanno di tutto per richiamarla e si stanno muovendo a tutti i livelli», conferma Marco Wong, presidente onorario di Associna.  E tutto questo aspettando Hu Jintao.

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