Sicurezza
Tutti pazzi per il Fantacalcio
Alessandro Pattume
Politici, scrittori e professionisti, la passione rimescola le carte
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PRATO. Nella domenica pomeriggio di tanti appassionato di calcio ci sono almeno due momenti di godimento estremo. Quello in cui la tua squadra segna, e hai un tuffo al cuore, e quello in cui a farlo è invece l'attaccante che hai scelto come titolare nella tua squadra di fantacalcio. Un binomio, quello tra il calcio e la sua versione fantastica, che in alcuni casi diventa inscindibile perchè la seconda, benchè sia solo un gioco o forse proprio per questo, funge soprattutto da moltiplicatore. Di tutte le emozioni calcistiche e anche di qualcos'altro. Nel primo caso viene sublimato un senso d'appartenenza fatto di sciarpe, cori e una buona dose d'irrazionalità. Nel secondo è invece l'analisi a farla da padrone, dove il calcolo conferma edonisticamente come dietro al tifoso, in realtà, ci sia anche un intenditore di quelli veri. E' anche in questo modo forse, oltre alle chiacchiere da bar e più recentemente alle scommesse, che si propaga quel detto che vuole il popolo italiano un popolo di allenatori. Gente che ci azzecca con moduli, sostituzioni e giovani promettenti. * * * UNA FEBBRE CHE RESISTE A Prato, in questa disciplina che forse nel resto d'Italia non è più in voga come un tempo, un'accolita di personaggi più o meno in vista tra politici, scrittori, giornalisti, drammaturghi e avvocati, continua da quasi vent'anni a lottare virtualmente su tutti i palloni e qualche volta pure a litigare. Tra aste interminabili, contrade nemiche e furiose discussioni, la Trombarda e la Ufsl (Urban fantasy soccer league), create da Marco Monzali nel 1993 e nel 2000, sono le due leghe più longeve del panorama pratese. «Ma credo che ogni piccolo gruppo di amici continui a metter su la propria lega, senza considerare tutti quelli che giocano su internet o partecipano al campionato della "Gazzetta dello Sport" - aggiunge Marco Monzali, autodefinitosi a suo tempo "sindaco del fantacalcio pratese" - A braccio, sono convinto che le leghe pratesi potrebbero essere ben oltre il migliaio». * * * DURI, PURI E FAMOSI La Trombarda è ancora oggi la lega dei duri e puri, un campionato a girone unico di 24 squadre dove le vittorie valgono ancora due punti e ogni giornata è condita di interminabili discussioni. Ne fanno parte, per esempio, Sandro Veronesi e il suo "Deportivo El Farolito", citazione colta da Malcom Lowry, vincitore in carriera di un solo campionato e protagonista pure di qualche annata da dimenticare. Per un anno è stata anche la squadra dei due scrittori più famosi di Prato: Veronesi faceva l'allenatore mentre Edoardo Nesi, attuale assessore provinciale alla cultura, il direttore sportivo. «Il binomio funzionava ma non poteva durare a lungo - racconta Monzali - Sandro è da sempre juventino mentre Nesi non solo è un milanista sfegatato ma anche sacchiano. Convivenza difficilissima». Accanto agli scrittori figurano fior di giornalisti come Piero Ceccatelli, attuale caposervizio de "La Nazione" di Prato, e la sua "Stampdoria", campione in carica della Trombarda grazie allo strepitoso finale di campionato di Maxi Lopez. Una squadra la cui maglia dimostra come niente sia lasciato al caso. La concepirono Ceccatelli, il caposervizio de "Il Tirreno" Paolo Toccafondi e Brunello Gabellini, allora capo ufficio stampa del sindaco: maglia grigia (il bianco più il nero della stampa) e una banda rossa e blu, i colori del nastro della macchina da scrivere di una volta. Accanto alla "Stampdoria" non si possono poi non citare i "Patriots" dell'ex segretario di An Gianluca Bini, il "Galceti" del giornalista Gigi Paoli o i "Canadiens" di Stefano Cecchi, pure lui giornalista. * * * LA "FANTALOGGIA" La Usfl invece, trenta squadre divise in tre gironi con un sistema di play off, è quella che una volta venne definita "fantaloggia", tanti erano i nomi di politici e personaggi influenti che ne facevano parte. E che ne fanno ancora parte. Ci troviamo infatti l'assessore alla sicurezza Aldo Milone e i suoi "Red Hc Peppers", «per cui ha sempre fatto scelte di cuore, comprando giocatori del Napoli, e di conseguenza - spiega Monzali con un sorriso - di campionati non ne ha mai conquistato uno. Gli anni migliori, se proprio bisogna dirlo, furono quelli in cui Adriano Benigni faceva il direttore sportivo». Accanto a lui l'ex assessore ed ex segretario della Confesercenti Roberto Rosati. I suoi "Cardinals" sono la squadra più vincente in Ufsl, con una doppietta sia nel 2008 che nel 2010: campionato e europeo nel primo caso, campionato e mondiale nel secondo. Perchè, se non fosse chiaro, non ci si limita al campionato e ogni competizione calcistica è buona per giocare e soprattutto mettere alla prova il proprio acume. Accanto all'ex assessore figurano i "Blue Vampyres" di Luca Rinfreschi, attuale presidente del Creaf ed ex presidente di Cna e Camera di Commercio, mentre l'arte viene rappresentata, con ottimi risultati, dal drammaturgo Tommaso Santi e dai suoi "Hamsters". * * * L'ASTA COME RELIGIONE E' il momento più importante e atteso dell'anno. Durante l'asta le formazioni crescono e si consolidano lentamente, la rivalità si fa spietata, le discussioni accese. Marco Monzali, al riguardo, ha un'idea precisa. «Nel nostro immaginario - dice - L'asta ha sostituito la vigilia di Natale di quando eravamo piccoli. Da maggio a settembre non pensiamo ad altro. Studiamo, osserviamo, ci documentiamo. Ma la maggior parte del tempo - ammette - lo passiamo a depistare i nostri avversari». Chi pensa che questo sia un trastullo per adolescenti si dovrà ricredere. Ne sa qualcosa l'Hotel Flora, il tempio pratese delle aste fantacalcistiche. E' qui che questo rito pagano si reitera da più di un decennio. Le sue sale, soprattutto quella sul tetto, trasudano storie di nottate intere dedicate alla certosina composizione della propria formazione. «Ci sono aste che durano anche 7-8 ore - conferma Monzali, che le dirige da sempre - Si parte dopo cena e si va avanti fino al mattino senza rendersene conto». * * * UN GIOCO PERICOLOSO Perchè quando ci si siede al tavolo dell'asta, tutto il resto perde di significato: amici, mogli o parenti che siano. E l'ambizione è tale che la discussione scoppia per un nonnulla e in certi casi il confine tra discussioni e litigi scompare. Ogni scherzo è bandito. «Dopo il Risiko, il fantacalcio è il gioco più pericoloso che conosca - dice Monzali - Ho assistito a vere e proprie minacce di ritorsioni e nella Trombarda pure a rotture vere e proprie: amici che hanno letteralmente smesso di parlarsi. Per sempre». Di tutto questo però, all'esterno, trapela poco. I protagonisti di Trombarda e Usfl sono professionisti che si lasciano scappare poco o nulla di quello che accade oltre le mura del Flora. Per rendere l'idea della tensione che si vive può bastare però la descrizione di una scena del 1996. Un giocatore si presentò all'ingresso del Flora deciso ad impedire l'inizio dell'asta. Protestava per la sua esclusione dalla lega e per più di due ore, raccontano i testimoni, in via Cairoli si è sfiorata la rissa, tra urla, spintoni e passanti sconcertati. Esclusioni su cui Monzali, il despota illuminato del fantacalcio laniero, non ha mai lesinato. «Perchè - ammette - il fantacalcio non può essere un gioco gestito in modo democratico». Così, negli anni, di espulsioni ce ne sono state parecchie, e per più di un motivo: litigi sul regolamento, antipatie insuperabili ma anche per un deliberato attacco informatico lanciato contro i pc degli avversari. Insomma, la Trombarda e la Ufsl ne hanno viste davvero di tutti i colori, tanto che spesso la finzione del gioco ha cominciato a prendere la mano. Sfociando addiritturta nella superstizione. * * * PROFESSIONE "GUFO" «Il gufaggio è una disciplina che a Prato ha raggiunto vette davvero inconcepibili - racconta Monzali - Nel dettaglio, è l'invocazione dell'infortunio di uno dei calciatori degli avversari e qualcuno crede che funzioni davvero». Soprattutto un giocatore, di cui non possiamo fare il nome, sembra suscitare coi suoi poteri il terrore degli avversari. «E' una figura temutissima perchè ha grandi poteri e soprattutto sa di possederli - scherza il boss - Comunque è riuscito a insinuare il dubbio che potesse davvero influire nel campionato reale: ha invocato gli infortuni di Del Piero, di Inzaghi e purtroppo anche di Batistuta, quando la Fiorentina stava lottando per lo scudetto e molti credevano che fosse la volta buona». Nella ricetta del fantacalcio alla pratese c'è anche questo.
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