Il Tirreno

Prato

La priorità è il sostegno al reddito

Bandiere alla manifestazione “Prato non deve morire”
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Bandiere alla manifestazione “Prato non deve morire”

Primo accordo tra Comune, Provincia e sindacati sulla ripartizione dei 25 milioni

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PRATO. E' il criterio quello su cui si sono trovati d'accordo e senza ripensamenti, Provincia, Comune, e sindacati: dare la priorità assoluta al sostegno al reddito di quella massa di lavoratori della provincia pratese che non hanno più alcuna salvaguardia. E' questo il risultato più sostanzioso della prima giornata di lavoro, dedicata alla redistribuzione dei 25 milioni di fondi ministeriali. A causa di tempi tecnici (il provvedimento è ora alla Corte dei conti che avrà 40 giorni di tempo, poi il ministero dovrà fare il decreto di affidamento alla Regione, quindi il denaro dovrà esere "girato" alla Provincia di Prato) i soldi non arriveranno al distretto prima della metà di ottobre, ma un primo punto fermo è stato messo. Ambra Giorgi, vicepresidente in Provincia, Filippo Bernocchi assessore comunale ai rapporti istituzionali e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil - Manuele Marigolli, Stefano Bellandi e Angelo Colombo - hanno stretto l'accordo sulla necessità di finanziare politiche attive di sostegno al reddito. Ma i problemi da affrontare sono tanti e soprattutto riguardano i numeri. «E' assolutamente indispensabile - sostiene Bernocchi - capire di quanti lavoratori senza più reddito si sta parlando e, di conseguenza, quanto dare ciascuno». Sono 2.500 i lavoratori senza più reddito relativi al 2009 e 2010 nella provincia. Ma potrebbero diventare molti di più se venissero inseriti gli 815 lavoratori rimasti senza sostegno nel 2008. A questi saranno da aggiungere i lavoratori ai quali mancano 18 mesi per la pensione. Sono 300 nella provincia pratese ma potrebbero aumentare quando arriveranno i numeri dei comuni pistoiesi (Quarrata Montale e Agliana) e della provincia di Firenze (Campi Bisenzio e Calenzano) anche loro inseriti nella convenzione. Si lavora su cifre importanti: 3.500-3.600 persone alle quali garantire almeno una parte di reddito.  La seconda questione è: per quanto tempo. Numeri complicati: se ai lavoratori senza più ammortizzatori si garantiranno 700 euro al mese per sei mesi, si arriverà a una cifra pari a 14-15 milioni di euro. Se invece ai lavoratori vicini alla pensione si garantiranno 1.200 euro al mese per un anno con l'obbligo però di pagarsi i contributi, l'ammontare complessivo sarà vicino ai 5 milioni. Solo per il sostegno al reddito, dunque, dovranno essere investiti circa 21 milioni. Che si farà dei 4 milioni residui? Certamente una parte verranno destinati alla formazione a sostegno alle imprese. Ma la discussione è apertissima. «E' stata una giornata impegnativa ma molto produttiva - è il commento di Giorgi al termine dell'incontro con i Comuni della provincia - abbiamo messo le basi per aggiornare il progetto di base che sarà presentato al tavolo di distretto». Calendario ricco quello dei prossimi giorni. Lunedì nuova riunione tra Comune, Provincia e sindacati. Martedì con i Comuni dell'hinterland fiorentino e pistoiese. Il 4 arriverà il sottosegretario Pasquale Viespoli «al quale - spiega Bernocchi - presenteremo il lavoro fatto sulla ripartizione»; infine il 6 il tavolo di distretto.

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