Sicurezza
Cravedi ammette: «Non è stata una fatalità»
Ba.Bu.
◗
Bruno Cravedi direttore generale dellAsl ha spiegato ai cronisti la dinamica dellincidente nel cantiere dellospedale Il direttore generale dell'Asl promette di rafforzare la vigilanza
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Gli infortuni sul lavoro, quando accadono, chiamano immediatamente in causa chi ha la responsabilità delle misure di sicurezza e prevenzione. Non ha intenzione di esimersi dal prendersi le sue la direzione generale dell'Asl che ha inaugurato il cantiere di costruzione del nuovo ospedale dov'è avvenuto l'incidente poco più di mese fa. E' stato lo stesso direttore Bruno Cravedi ad annunciarlo in conferenza stampa sottolineando che «quanto accaduto non è stata una fatalità: siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità». «Nonostante tutte le misure e le precauzioni prese per la sicurezza in cantiere - ha aggiunto Cravedi - quanto accaduto stamani è una segnale d'allarme e ci impone di rafforzare ulteriormente l'attenzione e la vigilanza. In questo momento siamo vicini al lavoratore e alla sua famiglia, ma quest'incidente deve diventare l'occasione per stringere ulteriori intese con la società costruttrice e le organizzazioni sindacali affinché siano attivati i più avanzati sistemi di prevenzione». E' importante perché nel progetto dei nuovi ospedali della Toscana il cantiere di Prato fa da apripista, essendo quello con lo stato di lavori più avanzato. «Bisogna fare in modo che questi incidenti non si ripetano nelle altre realtà dove si relizzeranno i nuovi ospedali - ha ribadito l'ingegner Alfredo Zallocco, direttore dell'unità di Prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Asl di Prato - Per questo abbiamo attivato un coordinamento di vigilanza nelle quattro aziende sanitarie interessate e condivideremo con la Regione tutti gli elementi dell'indagine in corso». L'infortunio di ieri non ha comunque rappresentato un ostacolo allo svolgimento dei lavori che proseguiranno secondo gli impegni presi. «Il cantiere non è stato sottoposto a sequestro - ha spiegato Zallocco - perché quando siamo intervenuti sul posto, ieri mattina immediatamente dopo il fatto, la dinamica dell'incidente è apparsa chiara e il pericolo che aveva causato l'infortunio era stato rimosso». Quella del nuovo ospedale è l'opera più grande mai realizzata intorno alla quale stanno lavorando attualmente cento operai. «Li stiamo interrogando tutti per andare avanti con l'indagine infortuni», ha chiarito Zallocco. L'indagine cercherà infatti di chiarire la dinamica dell'evento e di capire che cosa ci facesse in quel punto un operaio adibito a mansioni diverse e perciò sprovvisto di sufficienti misure di protezione individuale. Del resto, come ha sottolineato l'ingegner Soncini, amministratore delegato di Cosat (la società consortile incaricata di realizzare l'opera) «le misure di sicurezza messe in campo includono anche la formazione del personale e hanno la presunzione di evitare qualsiasi incidente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
