Il Tirreno

Prato

L’azione in via Pasquinelli, un dipendente è riuscito a salire sul tetto e a dare l’allarme

Assalto a una confezione

Polizia e ambulanza davanti alla confezione
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Polizia e ambulanza davanti alla confezione

Cinesi picchiati e rapinati da una banda di professionisti

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 PRATO. Hanno fatto irruzione armati di una pistola, spranghe e mazze nella confezione cinese di via Pasquinelli dove i sei dipendenti, due donne e tre uomini, oltre il titolare, avevano appena terminato il turno di lavoro di notte.  All'una e 35 minuti una banda di connazionali ha portato l'assalto con l'intenzione di razziare tutto il possibile. I cinque forse sei banditi con il volto coperto da passamontagna, uno, forse il capo, armato di una pistola, gli altri brandendo spranghe e mazze, hanno prima bloccato poi malmenato tutti quelli che hanno trovato all'interno del magazzino: donne comprese.  Con delle corde hanno legato ben stretti i dipendenti a delle sedie, alcuni invece li hanno costretti a sedersi per terra e per impedire che urlassero hanno coperto bocca e volto con i vestiti trovati lì in giro, appena confezionati. Non appena terminato il lavoro la banda di cinesi si è divisa: alcuni hanno iniziato la perlustrazione negli uffici amministrativi senza per altro trovare denaro o valori, gli altri si sono dedicati a ripulire le sei vittime: agli uomini hanno preso il cellulare, alle donne hanno strappato l'oro indossato: in particolare collanine e braccialetti. A un altro, infine, hanno preso 200 euro dal portafogli. Questo è l'intero ammontare del bottino - poche centinaia di euro complessivamente - che la banda ha ottenuto a forza di calci, pugni, colpi di spranga. Solo una delle vittime ha deciso di farsi medicare al pronto soccorso. Ne è uscita con una prognosi di 10 giorni per un forte trauma toracico.  Nonostante l'azione della banda sia stata veloce, violenta e certamente organizzata (tanto che secondo la squadra mobile che ha immediatamente avviato le ricerche e la squadra delle volanti, intervenuta per prima sul posto, ad agire è stato un gruppo di professionisti) qualcosa ai banditi è sfuggito. Probabilmente nel grande caos seguito all'irruzione, i rapinatori non si sono accorti della presenza di un settimo uomo, un altro dipendente, che probabilmente si trovava in posizione arretrata rispetto agli altri, che non appena visti entrare gli uomini armati, ha imboccato la scala laterale ed è salito di corsa sul tetto e lì è rimasto durante tutta l'azione.  E' grazie a lui, che aveva il cellulare in tasca e l'ha usato per chiamare la polizia, che le volanti sono arrivate in via Pasquinelli, assieme a un'ambulanza mandata dal 118, in una manciata di minuti. Non sufficienti però a trovare i banditi ancora all'opera.  Secondo le prime deposizioni gli uomini armati sarebbero fuggiti pochi minuti prima a bordo di un'auto bianca. Le sei vittime sono anche riuscite a dare un'altra indicazione: il dialetto con il quale parlavano i banditi era della provincia dello Zhejang al contrario dei dipendenti (tutti regolari) e del titolare della confezione provenienti dal Fujiang.

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