Il dolore
Il profumo della sfida
Ilenia Reali
Una fragranza Patrizia Pepe. E il commercio on line vola
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PRATO. Lo stile, il marchio, il servizio. Sono questi i tre concetti che permettono a un'azienda di distinguersi sul mercato. In tempi di abbondanza e anche in tempi di crisi. Percorsi aziendali a cui vanno aggiunti gli investimenti per rimanere al passo con i tempi. Per continuare a salire, anno dopo anno, quegli scalini che permettono a un'azienda di rafforzarsi, di acquisire spazi sempre più importanti sul mercato, di rimanere creativa. Un percorso che assomiglia alla carriera di un attore che studia recitazione, fa gavetta, tournèè su tournèè e poi arriva al successo distinguendosi. Il successo che rimane, quello costruito su basi solide. Un percorso che la Tessilform, l'azienda di Patrizia Pepe, sta facendo anno dopo anno. Con uno sguardo dedicato a rendere sempre più forti le fondamenta e un altro a non perdere le occasioni di un mondo che cambia anche nell'approccio alla moda e al consumo. Guardarsi intorno oggi significa web, e quindi commercio on line, significa attenzione al rispetto per l'ambiente, e quindi capi ecoogici, significa accessori e cura del dettaglio, e quindi ecco che è quasi pronto a debuttare anche un profumo, un by Patrizia Pepe. STILE E SERVIZIO. «La forza dello stile e del servizio - spiega Claudio Orrea - sono importanti ma non determinanti in un momento di euforia del mercato. Diventano invece determinanti nei momenti di crisi. E' la base che ti permette di ragionare a lungo termine consentendo di sperimentare, ma senza correre rischi eccessivi, nuovi progetti, come il nostro profumo che uscirà a novembre». IL PROFUMO. Un profumo che per il momento ha un packaging che richiama Patty, l'originale ballerina che appare da qualche anno sui capi di Patrizia Pepe e che è in attesa di veder definita la propria fragranza. «Ci stiamo lavorando da un anno - racconta Patrizia Bambi - per arrivare a definire quello che sarà il nostro profumo. Sto sentendo vari test perché giuro che riuscire a descrivere una fragranza è difficilissimo». L'ON LINE. Gli accessori, il profumo ma è anche tempo di on line. «E' la nuova frontiera del commercio - sottolinea Orrea - del marchio Patrizia Pepe. E che nell'ultimo anno ha dato ottimi risultati. Nel nostro sito abbiamo 200.000 visite al mese, 1.000-1.500 acquisti, 200.000 euro di media mensile. E soprattuto si tratta di numeri che continuano a crescere». Pare incredibile acquistare un abito su internet. Ma si può. E piace molto ai giovani, a chi vive in luoghi dove trovare i propri marchi preferiti può rivelarsi difficile. Basta un click, un po' di fantasia con lo zoom, vedere le offerte e per indovinare la taglia un metro per misurare giro vita e fianchi. E poi aspettare uno, due giorni per vedersi arrivare un pacco. Ogni volta, quasi la sensazione di ricevere un dono. «Ho scoperto il commercio on line in vacanza a Paros», racconta Patrizia Bambi. «Con un'amica ho acquistato un paio di scarpe e quando il giorno dopo mi è arrivato il pacchetto ho avuto una sensazione piacevolissima. E ho capito che il commercio on line poteva funzionare». LA COMUNICAZIONE. E' il progetto più importante in itinere. Patrizia Pepe ha affidato la propria immagine sulla sinergia tra pubblicità e community sul web. La campagna propone una serie di modelle con il volto coperto da oggetti scenici inusuali (in una il volto è Dante, un cagnolino che vive a Firenze). Su tutti gli scatti campeggia la domanda "Who is Patrizia?" con il rimando a un minisito web dove il pubblico è invitato a scoprire la vera identità di Patrizia Pepe. Un meccanismo che gioca con l'immaginazione del pubblico. «E alla fine Patrizia - dice la vera Patrizia - è ogni donna che si riconosce e crea un proprio modo di abbigliarsi. Tutte sono un po' Patrizia». LA GRANDE MODA. Tra i progetti più prossimi non ci sono le sfilate milanesi nonostante il marchio fiorentino sarebbe ormai abbondantemente pronto per giocarsela con le grandi firme della moda. «Ancora gli spazi disponibili per gli stilisti emergenti sono in orari poco frequentati dalla stampa - sottolinea Orrea - e quindi, per il momento, preferiamo continuare ad organizzare le nostre sfilate qui con i clienti legando l'evento moda al territorio con visite a Firenze». Coccole personali e dirette ai propri acquirenti sfruttando il fatto «che in Italia c'è il 60% del patrimonio artistico mondiale». NOI, IL DISTRETTO. «Assistiamo - dicono Bambi e Orrea - con preoccupazione alle continue chiusure di aziende nel distretto. Dobbiamo fare molta attenzione a non perdere la creatività, la velocità della consegna che ha contribuito tantissimo a far crescere anche noi».
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