Il dolore
Guerra aperta fra vigili e amministrazione
Maria Lardara
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Un momento della protesta dei vigili in piazza del Comune Denunciati comandante e Comune. Anche la Provincia nel mirino
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PRATO. Sono accusati di "condotta antisindacale". Perché la legge è legge e, con uno sciopero del 29 luglio che ormai bussa alle porte, il Comando di polizia municipale avrebbe dovuto trasmettere 5 giorni prima la lista degli agenti precettati. Ovvero: i nomi e il numero di quelli che non incrocerranno le braccia, chiamati a garantire la regolarità dei servizi essenziali, come il pronto intervento, l'attività di centrale operativa e la sorveglianza del palazzo comunale. Comunicazione avvenuta solo ieri sul tardo pomeriggio alle organizzazioni sindacali: adesso è certo che i precettati saranno 18 agenti e 2 commissari. Tempo scaduto lo stesso. Ragion per cui Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl hanno deciso di fare pugno duro contro quella che viene considerata una «grave omissione da parte del Comando della polizia municipale», con un ricorso in Tribunale contro l'amministrazione comunale e il dirigente Andrea Pasquinelli (peraltro iscritto alla Cgil) che porterà quest'ultimo davanti al Giudice del lavoro (l'udienza è prevista questa mattina: il ricorso lo sta seguendo l'avvocato Alessandro Gattai) per il mancato rispetto degli accordi sindacali. E anche se il comando si è ridotto all'ultimo minuto per dare i nominativi dei precettati in vista dello sciopero di giovedì, rimane comunque il senso della violazione. E ormai sull'argomento vigili, sindacati e amministrazione sono ai ferri corti. «Un atto di omissione - commenta Giovanni Iorio, segretario provinciale della Fp Cgil - che dimostra scarso rispetto per i diritti delle persone che lavorano. Non so se è imputabile a malafede o mancata conoscenza delle norme, ma così si depotenzia di fatto lo strumento di protesta, senza mettere noi sindacati in condizione di segnalare eventuali anomalie del servizio nella giornata di sciopero». Il divorzio consumato ormai con l'amministrazione sembra ormai irreparabile. Ne è la riprova questa convocazione davanti al Giudice del lavoro, con una denuncia a tutti gli effetti per comportamento antisindacale. Ci va giù pesante Luciano Mencacci, numero uno della Uil Fpl che parla di «cialtronaggine e indifferenza per il comportamento tenuto dall'amministrazione rispetto alla circostanza della sciopero». Nessuno si è fatto vivo, insomma, se non fino a ieri sul tardo pomeriggio. Ma il clima nelle relazioni sindacali tra ente pubblico e dipendenti si fa bollente anche in Provincia. I lavoratori facenti capo alle tre sigle e riuniti in assemblea (un centinaio ieri mattina) sono scesi sul piede di guerra rivendicando il diritto a percepire le somme sottoscritte per il fondo di produttività, secondo l'accordo sindacale siglato lo scorso primo aprile 2010. Il capitolo destinato alla produttività (variabile), pari a oltre 100mila euro, verrebbe tagliato dall'amministrazione provinciale di oltre 70mila euro. «L'assemblea - spiega Marco Bucci della Cisl Fp - è il triste epilogo di una vicenda iniziata nelle settimane scorse con l'invio di una lettera di diffida alla Provincia. A questo punto, il problema è politico: si vuole disconoscere l'entità del fondo per far fronte forse ad altre spese».
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