Gioco
Accordo sugli orari dei negozi per l'area metropolitana Aumentano le aperture festive
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Shopping serale in occasione dei giovedì del centro Saracinesche sollevate la seconda domenica del mese Soddisfatta la Confesercenti, meno l'Unione commercianti
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PRATO. Sono venti i Comuni sull'asse Firenze-Prato-Pistoia ad aver raggiunto un'intesa sugli orari di apertura dei negozi. Per la prima volta in Toscana è stato siglato ieri un accordo di area vasta sul commercio fra Comuni, categorie economiche, sindacati e associazioni dei consumatori che prevede regole condivise e fissa le aperture festive a 22 giornate (contro le 19 del passato) più quella del Santo Patrono. A Prato i negozi resteranno aperti la seconda domenica del mese. Dopo mesi di discussione intorno all'introduzione di una seconda domenica di apertura dei negozi o meno, ieri, in Palazzo Vecchio, si è arrivati a un'intesa che mette d'accordo venti comuni dell'area vasta su una serie di regole condivise per i negozi. In particolare, la convenzione fissa gli orari di apertura, le chiusure domenicali e tutte le deroghe che per quanto riguarda i festivi potranno arrivare a 22 giornate più quella del santo Patrono (poiché a Prato coincide col 26 dicembre, festa nazionale, i negozi resteranno comunque chiusi per tutta la giornata). La molteplicità di posizioni ha reso la concertazione complessa, ma alla fine è stato raggiunto un compromesso che dà un quadro omogeneo di tutta l'area. Considerando che l'accordo siglato prevede un sistema di deroghe (al centro storico, ai grandi eventi) da gestire a livello locale, c'è da aspettarsi ulteriori modifiche al testo finale. Sarà infatti compito delle ammistrazioni comunali aprire un altro tavolo che potrebbe portare a risultati differenti da quelli ottenuti ieri. Di questo è proccupato Gianluca Niccolai, direttore dell'Unione Commercianti di Prato secondo il quale «è mancato il salto di qualità». «Se l'intento dell'accordo era far in modo che tutti i comuni avessero un quadro omogeneo del commercio, mi pare che il tentativo non sia riuscito del tutto - commenta Niccolai - affidando un così ampio sistema di deroghe alla concertazione locale il rischio è che si venga a creare una situazione a macchia di leopardo là dove le amministrazioni interpretino le deroghe sulla base degli interessi dei vari comuni». Riguardo all'introduzione di un'ulteriore apertura domencale il direttore dell'Unione Commercianti è possibilista. «Sono favorevole - aggiunge - a condizione che l'amministrazione faccia la propria parte per riportare attrattive che interessino una più ampia fascia possibile di persone». L'accordo d'area sul commercio sembra aver accontentato di più la Confesercenti di Prato. Il presidente Alessandro Giacomelli ritiene infatti che «i risultati raggiunti siano stati soddisfacienti». «Dopo una discussione che va avanti da sei mesi - aggiunge - per la prima volta siamo riusciti a raggiungere un'intesa d'area vasta alla quale si è arrivati inevitabilmente con i compromessi di tutti».
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