Il Tirreno

Prato

«Affitto ai cinesi ma non a caso»

Alessandro Pattume

Bisentino ha diviso la fabbrica in 18 stanzoni e selezionerà gli imprenditori

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PRATO. Diecimila metri quadrati di capannone frazionati in 18 stanzoni indipendenti e a norma di legge. E' la nuova linea dettata dal lanificio "Bisentino", che è tornata a investire sul proprio capannone in via Gora del Pero con un preciso obbiettivo: affittare solo ad aziende cinesi di qualità. Si parte a settembre: cinque i contratti già stipulati, lunghissima la lista d'attesa. I blitz contro aziende cinesi ospitate in capannoni di proprietari italiani sono storia di tutti i giorni. Abusi edilizi, condizioni igienico-sanitarie da dimenticare, lavoratori schiavizzati. Ma cosa succede se il proprietario torna ad investire sull'immobile per destinarlo poi solo a certi clienti (cinesi)? Succede che il proprietario dell'immobile, il pratese, comincia a scegliere i propri clienti e a sceglierli in base alla qualità dei loro prodotti; e succede, soprattutto, che gli affittuari cinesi non solo accettano di lavorare secondo le regole ma facendolo si radicano inevitabilmente al territorio. Un sogno? «Il nostro non è altro che il tentativo di discostarsi da quanto fatto finora in questo campo a Prato e di affrontare la questione in modo più imprenditoriale e meno, diciamo, immobiliare - spiega Paolo Gramigni, uno dei titolari del lanificio "Bisentino" - Risponde anche alla forte necessità di adottare un'ottica più lungimirante nel rapporto con gli imprenditori cinesi, che sono intelligenti, posseggono una grande capacità d'adattamento e almeno in alcuni casi vogliono elevarsi».  E proprio a coloro, tra gli imprenditori orientali, che vogliono elevarsi socialmente e a livello imprenditoriale sono rivolti i 18 stanzoni in media di 500 metri quadri ciascuno, che saranno a disposizione dal mese di settembre.  Un custode cinese. Da qualunque parte si guardi la faccenda, sempre di affitti a cinesi si tratta. Però con un distinguo importante: la clientela diventa selezionata, anzi selezionatissima. Ma ci sono anche altri dettagli che possono aiutare a spiegare l'operazione e i suoi probabili, futuri sviluppi. Il "Bisentino" infatti, una volta affittati i diciotto stanzoni, affiderà la riscossione degli affitti e la custodia dell'immobile ad un professionista cinese: un commercialista. Che è lo stesso consulente cui il "Bisentino" si è rivolto per scegliere i propri clienti. Perchè le difficoltà, quando si tratta di comunicare, rimangono sempre le solite, e servono degli intermediari. «Abbiamo provato a prendere contatto con imprenditori cinesi di un certo livello - racconta Gramigni - Poi però ci siamo resi conto che scegliere quale azienda ospitare è molto difficile, e così ci siamo rivolti ad un professionista cinese, che lavora nel campo, col cui aiuto abbiamo cominciato a cercare dei clienti. Per il momento - conclude Gramigni - Abbiamo stipulato cinque contratti, ma la lista d'attesa è lunga».  Elite cinese. L'obbiettivo è raccogliere nell'immobile di via Gora del Pero l'elite imprenditoriale cinese che lavora nel campo dell'abbigliamento. «E' lapalissiano - commenta Gramigni - Dobbiamo non solo prendere atto della trasformazione epocale di questa città ma anche renderci conto che i cinesi sono una marea che non possiamo fermare ma solo assecondare e cercare di guidare in qualche modo. Seguendo questa convinzione - aggiunge - Mi pare chiaro che le lavorazioni più scadenti e a basso prezzo sono itineranti e destinate, prima o poi, a spostarsi altrove. Rimarranno le altre, quelle di qualità superiore e a cui ci vogliamo rivolgere noi. Quegli imprenditori cinesi per intenderci - conclude - Che rimarranno a Prato e produrranno il Made in Italy del futuro». Questa è la scommessa del "Bisentino" per il prossimo futuro. Destinata, forse, a cambiare ancora una volta il Macrolotto 1.

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