Il Tirreno

Prato

Ha "tradito" il tessile Ora organizza matrimoni tra Hollywood e Toscana

Maria Lardara
Nella foto sotto il titolo, Monica Balli Sopra e a sinistra due allestimenti per feste di matrimonio
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Nella foto sotto il titolo, Monica Balli Sopra e a sinistra due allestimenti per feste di matrimonio

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 PRATO. La considerano bonariamente la pecora nera della famiglia, per non averne più voluto sapere di tessile e dei ritmi pratesi. E lei qualche volta ci mette un po' per spiegare bene ai parenti più stretti che cosa faccia veramente adesso nella vita.  Perché in una "wedding planner", mestiere di memoria hollywoodiana, non capita certo di imbattersi tutti i giorni.  Come la 37enne Monica Balli, nipote di Dionigi Balli (è il nonno) e una degli eredi della dinastia che fa capo allo storico lanificio pratese. La sua fortuna, quando nel 2003 decise di vendere al cugino il lanificio "Balli Esse" dopo un'esperienza nell'azienda di famiglia, fu quella di conoscere perfettamente l'inglese, anzi la lingua degli States avendo frequentato da giovanissima una scuola americana.  E via dunque a mandare curriculum in America in cerca di un'avventura professionale oltreoceano. Sognando Hollywood e... Jennifer Lopez. Galeotta fu infatti la pellicola "Prima o poi mi sposo", versione italiana del titolo "The wedding planner". E così Monica provò a inventarsi un mestiere, con l'intenzione di voltare pagina.  A quel punto Prato era ormai un ricordo. «Quando si lavora in questa città, si sa quando si entra in fabbrica e non si sa quando si esce. Ancora oggi, nonostante la crisi. Fa parte della mentalità del pratese. E con le giornate non ti puoi mai organizzare». Monica non partiva da zero. Di party non era proprio digiuna, avendo a 18 anni organizzato tanti eventi e ricevimenti per il Lions Club. E poi c'era quel titolo di tecnico paesaggista che aveva in tasca, giusto per capire meglio come si riproduce un ambiente naturale, e che non guastava di certo per farsi considerare dal settore.  «Mi contattò un'azienda americana e volai subito a Los Angeles per uno stage. Vivendo a stretto contatto con Hollywood, ho potuto conoscere tante persone e carpire i segreti di quell'ambiente, per riportarlo poi nelle produzioni spettacolare che metto in piedi in occasione di un party o di una festa di matrimonio».  Ecco perché il nome di Monica è forse più conosciuto all'estero che a Prato. Nessuno è profeta in patria, si sa. E lei, che vive tra Firenze e Pistoia e spesso torna negli Stati Uniti per aggiornarsi, ne è la dimostrazione. «All'inizio non è stato facile, con una bambina piccola da tirare su. Ricordo i primi tempi a lavorare con il computer di notte. Ma non è come nel tessile. E' la passione a fare la differenza. Puoi anche lavorare di giorno e di notte, ma se c'è qualcosa che ti piace riesci meglio a riempire le giornate».  Membro di Abc (Association of Bridal Consultant), la wedding planner di Prato collabora con le grandi produzioni di eventi a Hollywood per regalare matrimoni da favola anche in Toscana, con scenografie curate nei minimi dettagli, proprio come in un set cinematografico. Nulla da stupirsi se hanno pensato a lei per le nozze di Tom Cruise e Katie Holmes quando c'era da preparare dei bigliettini di ringraziamento all'ultimo minuto.  Ma questa è roba del 2006. L'anno scorso si è lanciata in un matrimonio nel castello di Vincigliata ispirato a Hollywood, che non ha voluto perdersi nemmeno Sting. I suoi matrimoni organizzati sulle colline toscane (200 in tre anni) fanno tanto impazzire i vip stranieri.  «Ora ho una mia agenzia di wedding planning e faccio un prodotto di nicchia sempre in collegamento con Los Angeles. Non mi fermo mai, è come una droga. Nei periodi di punta lavoro sia di giorno che di notte. Non tutte le giornate però, fortunatamente, sono uguali».

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di Redazione web