Il dolore
La lirica chiede più spazio
Miriam Monteleone
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Unopera lirica allestita a Prato L'assessore Beltrame è disponibile: «Parliamone»
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PRATO. La lirica a Prato non è proprio di casa. Ci sono corali affermate come la Verdi, la Guido Monaco, la San Martino, senza togliere l'indiscusso contributo della Camerata Strumentale alla musica classica. Ma di fatto l'opera in città viene ospitata di rado. Qualche anno fa il Comune ha portato al Castello dell'Imperatore il Barbiere di Siviglia di Rossini e quest'anno, sempre nell'ambito della Prato Estate, l'esperimento è stato replicato con un doppio appuntamento ("ReconditaArmonia" e la "Tosca") nell'ambito del progetto "L'opera con tre soldi". Le due serate di luglio hanno registrato il tutto esaurito e parte del pubblico, per la mancanza di posti, ha dovuto addirittura rinunciare. Il successo riscosso dall'iniziativa ha comunque smosso una certa voglia di lirica in città, tanto che il regista dell'opera, Goffredo Gori, che tra l'altro nel 2006 firmò anche il "Barbiere di Siviglia" al Castello, già pensa a un bis la prossima stagione. «Premetto che questo progetto dell'Opera con tre soldi non è stato un lavoro all'insegna dell'economia, almeno in termini di qualità. Con la corale Omega, OperaAltrA e la corale San Martino abbiamo lavorato sodo, dimostrando alla città e- credo che chi c'era possa testimoniarlo- che anche Prato può fare lirica. Mi piacerebbe che in futuro la Pratestate potesse ospitare una sezione stabile dedicata alla lirica, una specie di laboratorio permanente votato al genere, con produzioni in grado di girare la Toscana». «Il Castello non ha nulla da invidiare alle altre location - aggiunge - Certo si dovrebbe lavorare sugli allestimenti, sull'audio, rendere lo spazio più idoneo, ma io credo che sarebbe perfetto per ospitare un mini cartellone di Opera pop. Popolare intendo, che non vuol dire del popolino, ma piuttosto qualcosa di contemporaneo, di accessibile anche economicamente a una più ampia fetta di pubblico». La proposta non dispiace all'assessore Anna Beltrame, anche se «è presto per pensare alla Pratestate 2011». «In linea di massima, l'idea di portare più lirica a Prato mi piace - dice l'assessore - Vanno studiati i modi; ma abbiamo sperimentato con la "Tosca" che la lirica richiama pubblico e quindi il progetto dell'Opera con tre soldi potrebbe essere ripetuto in futuro. Ovviamente parlo per le grandi opere, quelle che hanno fatto la storia della lirica, magari anche allestite semplicemente, con dignità e passione».
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