Sicurezza
Gli edili delle tre province scrivono a Rossi
Per "costruire" l'area vasta servono infrastrutture: ecco le cinque priorità
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PRATO. Un documento unitario di Ance Firenze, Prato e Pistoia sullo sviluppo delle infrastrutture, decisivo per "costruire" l'area vasta, è stato inviato al presidente della Regione, Enrico Rossi, ai presidenti delle Province e ai sindaci dei Comuni dell'area vasta. Nel documento, dal titolo "Infrastrutture: problematiche e proposte dell'area vasta Firenze-Prato-Pistoia", si individuano cinque "priorità" nel comparto della mobilità: un interporto funzionante e ben collegato, un sistema aeroportuale competitivo, partendo dallo sviluppo dello scalo fiorentino, un potenziamento (visto lo sviluppo dell'Alta velocità) dei collegamenti ferroviari veloci da Firenze con Prato e Pistoia, pensare a una metrotranvia a sud dell'attuale linea ferroviaria Firenze-Prato-Pistoia, infine, interventi sui collegamenti autostradali (ad esempio, Variante di Valico, bretella Incisa-Barberino, bretella Prato-Signa alla Fi-Pi-Li, terza corsia della A11 nel tratto Pistoia-Prato-Firenze). Sottolineata l'importanza dell'interporto, perché «per lo smistamento delle merci in partenza e in arrivo sul territorio regionale, l'interporto della Toscana centrale, razionalizzando e ottimizzando le operazioni di trasporto, potrebbe essere il centro strategico della logistica dell'intera regione, con indubbi vantaggi economici e ambientali». «Per creare valore aggiunto per il territorio - commenta Riccardo Spagnoli, presidente di Ance Firenze - è fondamentale progettare infrastrutture in un'ottica di area vasta, per interfacciarsi con le grandi direttrici della mobilità nazionale ed europee. Se queste sono le esigenze dell'oggi, la discussione sul piano strutturale fiorentino rischia di essere già vecchia prima ancora di concludersi». Per Moreno Paolo Torri, presidente di Ance Prato-sezione edili dell'Unione industriale pratese «non possono essere i confini amministrativi a condizionare le politiche di sviluppo del nostro comune territorio. Favorire sia la mobilità interna dell'area - ha aggiunto - sia i suoi collegamenti con l'esterno, ad esempio, significa fornire al sistema produttivo una leva competitiva importante. Parliamo di aree che esportano e che hanno anche filiere produttive al loro interno: da qui il valore essenziale di interventi integrati per la mobilità».
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