Sicurezza
Diossina in terra, il comitato denuncia
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FIRENZE. Una denuncia alla procura di Firenze contro il presidente della Regione Enrico Rossi, i sindaci di Prato (Roberto Cenni), Montemurlo (Mauro Lorenzini), Pistoia, Montale, Quarrata, Agliana, e il presidente della Provincia di Pistoia. E' quella presentata dal coordinamento dei comitati della Piana di Firenze-Prato-Pistoia, insieme al Forum ambientalista nazionale. Alla base della denuncia, la mancata emissione di ordinanze di divieto al consumo e alla commercializzazione di quanto prodotto nell'area di ricaduta dell'inceneritore di Montale a seguito dello sforamento delle emissioni di diossina del 2007.
L'iniziativa è stata illustrata ieri a Firenze dall'avvocato Carlo Tamburini insieme, tra gli altri, ad Adriana Pagliai del coordinamento dei comitati. «Lo scorso marzo - hanno spiegato - abbiamo diffidato Rossi e i sindaci affinché ognuno, per propria competenza, emettesse le ordinanze di divieto a consumare e commercializzare prodotti e cibi nelle zone contaminate. La situazione è peggiorata e dalle analisi volontarie a cui si sono sottoposte due madri della zona, si sono riscontrati livelli alti di diossine nel latte materno». I presentatori hanno sottolineato che «dagli amministratori non abbiamo avuto riscontri o risposte, né hanno preso provvedimenti. Per questo, con la denuncia alla procura, vogliamo accertare se vi siano aspetti penalmente rilevanti come il rifiuto in atti di ufficio o il reato di avvelenamento colposo degli alimenti».
Non si è fatta attendere la risposta di Enrico Rossi: «Sul caso dell'inceneritore di Montale ho ordinato ai tecnici della Regione un'indagine approfondita che è ancora in corso. Serietà e rispetto del rigore scientifico impongono di avere i risultati completi prima di intraprendere qualsiasi iniziativa. I comitati non scelgono il dialogo con le istituzioni, ma ragionano secondo una sola logica: o la si pensa come loro o si è nemici da combattere».
L'iniziativa è stata illustrata ieri a Firenze dall'avvocato Carlo Tamburini insieme, tra gli altri, ad Adriana Pagliai del coordinamento dei comitati. «Lo scorso marzo - hanno spiegato - abbiamo diffidato Rossi e i sindaci affinché ognuno, per propria competenza, emettesse le ordinanze di divieto a consumare e commercializzare prodotti e cibi nelle zone contaminate. La situazione è peggiorata e dalle analisi volontarie a cui si sono sottoposte due madri della zona, si sono riscontrati livelli alti di diossine nel latte materno». I presentatori hanno sottolineato che «dagli amministratori non abbiamo avuto riscontri o risposte, né hanno preso provvedimenti. Per questo, con la denuncia alla procura, vogliamo accertare se vi siano aspetti penalmente rilevanti come il rifiuto in atti di ufficio o il reato di avvelenamento colposo degli alimenti».
Non si è fatta attendere la risposta di Enrico Rossi: «Sul caso dell'inceneritore di Montale ho ordinato ai tecnici della Regione un'indagine approfondita che è ancora in corso. Serietà e rispetto del rigore scientifico impongono di avere i risultati completi prima di intraprendere qualsiasi iniziativa. I comitati non scelgono il dialogo con le istituzioni, ma ragionano secondo una sola logica: o la si pensa come loro o si è nemici da combattere».
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