Finanza
«Sedi non idonee e lavoro super caotico»
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Vigili in assemblea pubblica in piazza Parlano gli agenti: «E' la qualità degli interventi che ne risentirà»
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PRATO. Sedi poco idonee, personale ridotto, disguidi nel lavoro non imputabili ai soliti "vigili lavativi" ma allo smantellamento dei distretti circoscrizionali. Sono queste in sostanza le ragioni della protesta dei vigili, contro la riforma dell'assessore Aldo Milone. Un distretto centrale sovraffollato. Si chiama Territoriale centro, la sede di Piazza Macelli, a differenza delle Territoriale esterne, ubicata nelle Circoscrizione Sud. Prima della riorganizzazione aveva in forza 22 vigili, già tanti visto che già in passato, con il personale dislocato nelle 5 circoscrizioni, c'erano state lamentele sulla sistemazione. Oggi sono 42. «Lo scorso novembre abbiamo inviato al sindaco Roberto Cenni un documento descrittivo a cui è stato promesso un intervento, da valutare col tempo.- racconta il segretario generale Funzione Pubblica Cgil Giovanni Iorio - Adesso la situazione è peggiorata. Mancano sale d'aspetto per le persone e spogliatoi adeguati per i vigili. I bagni sono in condizioni igieniche pessime e sono pochi per tutti». E' ancora Iorio a citare l'avvenuto smantellamento di «uno spogliatoio unisex, costruito con assi di compensato» subito dopo una segnalazione del Tirreno. Altro disagio, lo spostamento dei veicoli nel parcheggio sotterraneo di Porta al Serraglio: «Per raggiungerli, i vigili sono costretti a attraversare escrementi e siringhe abbandonate: in più nel seminterrato non prendono le radio», sottolinea il segretario generale Funzione Pubblica Uil Luciano Mencacci. Il degrado delle Territoriale Sud. «Un trasloco dall'oggi al domani - racconta la delegata Uil Patrizia Pini- Abbiamo spostato armadietti e macchine durante l'orario di lavoro». Così si è svolta la riorganizzazione delle sedi distrettuali, ora tutte riunite nella Circoscrizione Sud, con gli altri uffici pubblici. «Le stanze adibite alla polizia municipale si trovano in fondo all'edificio: i due bagni presenti sono in comune con il resto del personale e con il pubblico - descrive Immacolata Fiume anche lei delegata Uil - Sono posizionati male perchè chi di noi si vuole fare una doccia è costretto a attraversare tutto il corridoio per cambiarsi». Secondo la delegata Cisl Elena Cappelli, «c'è poco spazio anche per i computer». Poche pattuglie e dislocate male. Operatori e delegati sindacali lamentano disguidi anche nella gestione del lavoro, causati proprio dal depotenziamento delle circoscrizioni. «Con un unico distretto siamo assorbiti dalle emergenze - dichiara Pini - Giriamo come delle trottole sul territorio con tutti i disagi e i ritardi del caso». Manca personale specializzato, a conoscenza delle problematiche del territorio dove ha sempre operato, come ci fa capire la Fiume: «A S. Giorgio a Colonica ci sono strade piccole e un problema di soste che solo chi ha lavorato in quella zona può fronteggiare». «Finirà che tanti interventi si risolveranno prima del nostro arrivo» commenta la Cappelli. Ripercussioni della riorganizzazione si avranno anche sulla ripartizione dei turni di lavoro: «Per garantire lo stesso numero di pattuglie o si diminuisce il servizio o si aumentano i carichi di lavoro», dichiara il delegato Cgil Alessandro Baldi. Non solo cinesi. «Va bene la lotta all'illegalità cinese ma è necessaria una sicurezza a tutto tondo»: così sostiene il delegato Cgil Alberto Bessi, lamentando l'eccessiva priorità data dalla giunta al problema dei capannoni cinesi, a discapito dei bisogni "in piccolo" dei cittadini. «Vengono meno la funzione di mediazione sociale e di controllo del territorio, proprie del ruolo del vigile», dichiara Marco Bucci segretario generaleFunzione Pubblica Cisl. S.C.
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