Sicurezza
La politica pratese è un romanzo
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Fausto Bagattini3 MINUTI DI LETTURA
MONTEMURLO. Assessori che bombardano i cinesi di via Pistoiese ma che per sbaglio demoliscono il liceo Livi. Giornalisti col pallino dei festini e l'hobby degli scandali. E poi prostitute e sindacalisti, assassini e mafiosi seguiti a ruota da teatranti, musicisti e qualche barista. Buoni e cattivi: tutti pratesi o quasi. Sono i personaggi di "Nessuno è ancora vivo", il romanzo a puntate che porta la firma politicamente scorretta di Fausto Bagattini, ex assessore alla cultura del Comune di Montemurlo. Un romanzo, ma forse sarebbe meglio chiamarlo «diario romanzato» dice lui, che mescola la fiction di un triller complicatissimo alla vita quotidiana della provincia pratese. Una cocktail pratese a tratti psichedelico, sicuramente esplosivo. Il mio nome è sarcasmo. Fausto Bagattini usa tanti alter ego ma i suoi personaggi, come si legge nell'intestazione del blog (www.faustobagattini.blogspot.com), sono tratti "arbitrariamente dalla realtà". Senza filtri di sorta quindi, nomi e cognomi di persone vere, in carne e ossa. Per la gioia di quelli che ridono, molti, ma pure per il dispiacere di alcuni, «anche se ancora nessuno si è lamentato» si difende l'autore. Persone comuni e riferimenti eccellenti, come quelli al sindaco Versi o all'assessore Filone, sono accostati a giornalisti locali come Riccardo Tempestini (Il Tirreno), a sindacalisti veri come Francesco Toccafondi e Leandro Innocenti (Cgil), e a molti altri personaggi più o meno noti di Prato e provincia. Si ride e si ghigna, alle prese con una storia che mescola allusioni e mezze verità in un'architettura complesa su cui Bagattini, puntata dopo puntata, pruzza un concentrato di puro sarcasmo alla pratese. Un sarcasmo quasi selvaggio, che non risparmia niente e nessuno. «Perchè l'ironia e il sarcasmo sono le ultime cose che ci sono rimaste, specialmente a sinistra - spiega l'ex assessore - La realtà, di questi tempi, è più surreale di qualsiasi invenzione». Storia di una vendetta. E pensare che tutto è cominciato con un laboratorio di scrittura organizzato dall'associazione Grafio. «Era un corso sulla rielaborazione del mito e io ho cominciato il 31 dicembre 2009 con l'Odissea d'Omero, come forse s'intuisce dal titolo» aggiunge l'ex assessore di Montemurlo ritiratosi dalla politica poco più che trentenne. Sette mesi e 48 capitoli dopo però, dell'Odissea c'è rimasto poco: di fatto la storia ha preso una piega un pochino differente. «L'Odissea è tutto sommato la storia di una vendetta e la linea è rimasta quella, anche se dopo un po' mi sono stufato e ho cominciato a infilarci dentro le mie esperienze quotidiane - spiega - Così, tutti aspettano ancora Ulisse (il Greco, nella storia ndr) ma non sanno che forse, nel frattempo, si è trasformato in Godot». Già, perchè il rischio, di questo passo, è che "Nessuno è ancora vivo" diventi un romanzo senza fine. «A dire il vero l'unica cosa certa è che Ulisse tornerà e farà strage dei Proci come da copione - protesta, per poi confessare - Però non posso dire cosa accadrà nel frattempo a Prato e a Montemurlo e quindi non so dire come e quanto si mescolerà la mia realtà con quella del romanzo». Una storia politica? Ammaliato dal grande Toro di Superga, Bagattini scrive nelle frequenti pause della sua attività di commerciante e alla politica, forse, non pensa più. Ma se gli si chiede se gli manca, non può che rispondere in modo affermativo. «Mi manca lo spirito e il sentimento della politica anche se adesso che ne sono lontano sto bene - ammette, per poi aggiungere - Forse però, alla fine, siamo un po' tutti Ulisse sulla via del ritorno».
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