Sicurezza
Politici e categorie divisi sulluso del contributo e sul merito di chi lha ottenuto
Il teatrino dei 25 milioni
Ilenia Reali
Arrivano i soldi, ognuno se ne assume la paternità
4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. La crisi manda in frantumi le famiglie. I soldi invece dividono i rappresentanti delle istituzioni e delle categorie economiche pratesi. I 25 milioni di euro del Governo destinati a Prato sono, e questo è un coro, importanti ma le differenze che il tavolo di distretto aveva saputo tenere insieme, oggi, emergono tutte. La corsa ad accaparrarsi il merito dell'arrivo dei soldi imperversa e anche su come i 25 milioni dovranno essere utilizzati ci sono dei distinguo. Per l'assessore comunale Filippo Bernocchi il contributo non è assolutamente legato al progetto elaborato dalla Provincia, e poi approvato dal tavolo di distretto. Un'opinione condivisa anche se in parte dal sindacalista della Uil Angelo Colombo e da quello della Cgil Manuele Marigolli che accennano comunque dell'esigenza di riprendere in mano le proposte. Non ci sono dubbi invece sul chiaro riferimento dello stanziamento al progetto da parte della Provincia che a prova mostra la convenzione che comincia con un richiamo alla nota in cui vi era allegato il progetto. A dividere c'è anche la paternità del contributo. Merito dei contatti del sindaco e del Pdl o di tutto il tavolo di distretto? Ognuno tira dalla sua parte e non mancano le dichiarazioni: va detto, su questi soldi alla fine si gioca non solo il destino di tanti disoccupati senza sostegno al reddito ma anche i voti in pagella dei politici pratesi. Un confronto tra centrodestra e centrosinistra in una città che si mostra unita ma alla fine le divisioni le ha. Eccome. La vice presidente della Provincia Ambra Giorgi si affida a Facebook e pubblica un documento dal titolo: «Lasciamo i miracoli a chi ne è titolato ora c'è da rimboccarsi le maniche». «Si grida al miracolo estivo - commenta Giorgi - ma i soldi per Prato sono un atto dovuto. Nei confronti dei lavoratori, delle imprese e delle istituzioni del territorio. Un atto da parte del Governo che si attendeva da tempo e per il quale c'erano tutte le premesse». Subito si rimarca che «il successo è stato ottenuto grazie al progetto discusso e approvato dal tavolo di distretto con il sostegno della Regione». Stesso concetto per il segretario della Cgil Manuele Marigolli che evidenzia come «il risultato sia positivo e ottenuto da tutta la città» e come non sia certo la prima volta che Prato ottiene aiuti. «L'ultima volta è stato nel 2004 per la cassa integrazione in deroga: furono ottenuti 18 milioni il primo anno e poi altri stanziamenti successivi». Per Marigolli inoltre «mettere la bandierina sui 25 milioni crea un danno enorme perché mette a rischio la coesione». E anche sulla gestione di questi soldi il segretario della Cgil dice la sua: «dovremo riunire il tavolo di distretto e creare una commissione ristretta ad hoc per aggiustare il tiro degli interventi». Tradotto significa un po' meno formazione, un po' più soldi al mese per chi non ha reddito. Tema spinoso questo, per la Provincia che ha tra le sue competenze più importanti proprio le cosiddette politiche attive. Confartigianato invece, fatti salvi i dovuti ringraziamenti, passa subito a ricordare che ci sono anche gli artigiani. «Era certamente urgente dare un sostegno a tutti coloro che con la crisi erano rimasti senza alcun sostegno economico», spiega il presidente Luca Giusti. Verificheremo a tale proposito, se le indicazioni date dal Ministero sono abbastanza larghe per inserire tra i beneficiari anche gli artigiani che si trovano oggi nelle identiche condizioni dei lavoratori dipendenti». «E' il coronamento di un progetto che questa amministrazione provinciale ha perseguito con profonda convinzione. Veglieremo con attenzione che il progetto si attui concretamente», mette i puntini sulle "i" Emiliano Citarella consigliere Pd e presidente della commissione sviluppo economico della Provincia. Massimo Carlesi, capogruppo Pd in Comune, ringrazia ciò che c'è ma ricorda anche cosa non c'è. «Se qualcuno vorrà accomodarsi e adagiarsi sui 25 milioni stanziati, la città rimarrà sempre senza risposte. Ricordo in proposito che manca ancora tutta la parte di investimenti collegati alle leggi 99 e 181 e ricordo che Prato non è ancora stata inserita tra le aree di crisi e manca un forte progetto di reindustrializzazione. Aver pareggiato nel recupero per andare ai supplementari, incerottati e con i crampi, significa aver mantenuto in vita una partita che dobbiamo vincere». Il presidente dell'Unione industriale pratese Riccardo Marini sottolinea invece come «sia stato giusto mobilitarsi per i lavoratori ed è quello che abbiamo fatto con convinzione anche noi ma accanto a queste misure difensive sul piano sociale necessariamente a termine, occorrono provvedimenti che sostengano lo sviluppo e la crescita delle imprese». Così si parte. La trattativa per la gestione dei 25 milioni si annuncia assai complessa. E invece per i lavoratori senza reddito dovrebbe essere lampo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google