Il Tirreno

Prato

Al vicesindaco non piacciono lunghezza e gratuità

Borchi contro Slow Food «Convenzione da annullare potremmo fare causa»

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 PRATO. Il dubbio frulla da tempo nella testa di Goffredo Borchi, vicesindaco con delega all'ambiente. E per vederci più chiaro, ha demandato al segretario generale del Comune di scavare in fondo sull'inghippo, per poi procedere per eventuali vie legali. A non convincere Borchi è l'affidamento a Slow Food della gestione del punto ristoro nell'ex casa del Caciaio, le modalità con cui questo avvenne nel 2003. E il vicesindaco coglie la palla al balzo per fare polemica dopo aver letto l'invito dell'ex fiduciario Venturi ad avere «un atteggiamento di rispetto, non sospetto, per le idee progettuali di Slow Food». Il ragionamento del vicesindaco parte da un presupposto: la convenzione annuale che Asm ha sottoscritto con il Comune per la gestione e manutenzione del parco delle Cascine. «La stessa Asm stipulò nel 2003 un contratto decennale con Slow Food per gestire il punto ristoro nel parco, per di più senza bandire nessuna gara, con un danno erariale per l'ente. Se con Asm abbiamo una convenzione che rinnoviamo di anno in anno, non si capisce come loro abbiano potuto fare una concessione fino al 2013. Esaminando le carte risulterebbe una sorta d'illecito amministrativo. Senza contare che Slow Food usufruisce dello spazio gratuitamente. Dovremo riazzerare tutto anche perché con il nuovo progetto di restauro delle Cascine l'ex casa del Caciaio diventerebbe un centro di sperimentazione sull'agricoltura biologica».  Infine, una stoccata contro l'ex assessore della giunta Romagnoli, Camilla Curcio, che rivendicava la paternità del progetto sulle Cascine. «Non mi sembra bello parlare di qualcosa che risale al 2004 e che non è stato ancora realizzato. Sui presunti 500mila euro di finanziamenti lasciati: quella cifra era già stata spesa quando arrivai io». M.L.

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