Sicurezza
Albergatori, causa contro la Tia
Barbara Burzi
Ricorso al Consiglio di Stato: bolletta troppo onerosa
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PRATO. Il pagamento delle bollette della Tia diventa la battaglia legale degli albergatori pratesi che fanno fronte comune contro l'applicazione delle tariffe alla categoria nel passaggio da Tarsu (Tassa rifiuti solidi urbani) a Tia (Tassa d'Igiene ambientale). Lo scorso 20 luglio, la decisione di presentare ricorso al Consiglio di Stato, il supremo organo di consulenza giuridico-amministrativa del Presidente della Repubblica. L'ultima speranza degli albergatori di veder accolta la loro istanza dopo che i precedenti tentativi con il Tar del Lazio (dal 2005 al 2009) sono stati respinti e sempre per una questione formale. Il tribunale, infatti, non contesta l'istanza in sé, ma i tempi intercorsi tra l'entrata in vigore della norma sulla Tia e l'anno in cui è stato presentato il primo ricorso. In sostanza gli albergatori hanno aspettato troppo prima di alzare la voce. In prima linea, insieme a un'altra decina di alberagatori, si schiera Alessandro Lastrucci, presidente della Federlaberghi di Prato e titolare dell'hotel San Marco: «Ci siamo mossi non appena la norma è stata applicata - puntualizza - non potevamo farlo senza prima sapere a quali costi saremmo andati incontro». Nello specifico, si calcola che nel comune di Prato un albergo debba pagare 6,70 euro al metro quadrato di superficie per i rifiuti che produce con la sua attività. «Riteniamo che sia ingiusto - spiega Lastrucci - in considerazione della quantità minima di rifiuti prodotti da un albergo senza ristorante interno e della percentuale di occupazione della superficie dello stabilimento durante l'anno, tenendo conto del fatto che l'affluenza degli ospiti è stagionale». Oneroso il peso delle bollette degli albergatori pratesi costretti a fare i conti con cifre da capogiro. Quote che si aggirano, come nel caso dell'hotel Art, uno dei più grandi, intorno ai 45mila euro l'anno. Ma l'elenco delle insegne che hanno deciso di aderire alla causa rappresenta la quasi totalità delle strutture alberghiere di Prato ad esclusione del "Wall art" e l'hotel "Palace". L'associazione albergatori pratesi aveva chiesto una deroga per la categoria già ai tempi della scorsa amministrazione comunale. «Eravamo quasi arrivati ad un accordo - spiega Lastrucci - oggi chiediamo semplicemente che siano rispettate quelle promesse rinnovate anche in campagna elettorale. Tanto più che un'agevolazione nei nostri confronti non inciderebbe in modo pesante sul bilancio in quanto siamo una categoria piuttosto ristretta».
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