Sicurezza
Condannata a due anni e rimessa in libertà
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Un momento dei controlli in via Donizetti Aveva diciassette connazionali clandestini che lavoravano per lei in via Donizetti
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PRATO. Ha patteggiato due anni di reclusione e beneficiato della sospensione condizionale della pena. Per lei, L.S. cinese di venticinque anni, lavoravano diciassette connazionali tutti clandestini nel capannone in via Donizetti 33 e 35 dove hanno sede altri cinque laboratori, tutti controllati l'altro ieri da una squadra interforze composta da carabinieri, polizia municipale e personale dell'Asl, dell'ispettorato del lavoro e degli altri enti normalmente interessati in questo genere di controlli. Se la venticinquenne è stata arrestata, è andata un po' meglio ai titolari degli altri laboratori che sono stati solo denunciati per il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. E si tratta di H.L. 57 anni residente a Prato; Z.X. di 41 anni residente a Firenze; H.G. 48 anni residente a Lecce e Q.J. di 45 anni, S.L. di 48 e Y.Y. di 52 tutti residenti a Prato. Durante il controllo sono stati identificati 45 lavoratori cinesi e di questi ventisette sono risultati clandestini. Sono stati sequestrati amministrativamente 134 macchinari e rimosse otto bombole di gas. Fra i clandestini, sei sono risultati recidivi perchè già intimati a lasciare l'Italia dai questori di Prato, Pesaro, Bologna e Catania e quindi arrestati. I capannoni sono stati posti sotto sequestro perchè sono stati riscontrati degli abusi edilizi e cambi di destinazione. Inoltre, i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, in base al decreto Bersani, che prende in considerazione la percentuale del lavoro sommerso in rapporto alla forza lavoro, hanno provveduto a sospendere l'attività per cinque dei sei laboratori. Così se il controllo nei pronto moda in via Valle d'Aosta fatti lunedì pomeriggio e che avevano portato alla denuncia di un solo clandestino aveva lasciato trasparire un po' di ottimismo, quello di martedì in via Donizetti dove su 45 identificati, ventisette sono stati trovati non in regola, ha riportato di nuovo alto l'allarme sull'illegalità legata alla presenza di clandestini. E una ulteriore conferma, sono le confezioni a produrre la prima fase dell'attività a nero.
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