Finanza
Processo Sasch, reato prescritto
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La sede campigiana della Sasch La requisitoria del pm apre la via dell'assoluzione
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PRATO. «Ah, giudice, qualora non dovesse ritenere sopraggiunta la prescrizione allora formulo la richiesta della condanna che, partendo da una pena base di un anno e quattro mesi, viste le attenuanti generiche, fisso in otto mesi di reclusione». E' con un colpo di reni in zona Cesarini che il pubblico ministero, Giuseppe Ledda, chiede la «eventuale» condanna di Antonio Rosati, presidente del consiglio di amministrazione della Sasch, accusato di aver usato fatture per operazioni inesistenti nella dichiarazione dei redditi dell'azienda per il 2003. Una richiesta di condanna, quella fatta dal pubblico ministero, che arriva come appendice alla conclusione principale di non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato fatta in merito a 17 fatture emesse dalla Atw (Across the world) nei primi tre mesi del 2002 e dedotte nella dichiarazione dei redditi del 2003 della Sasch. Ancora più netta invece la conclusione per l'accusa relativa a due fatture emesse dalla Lcs (Legal and commercial services ltd) sempre nel 2002 e dedotte nel 2003: assoluzione perchè il fatto non sussiste. Insomma l'avvocato Gaetano Berni, che farà la sua arringa venerdì mattina, in difesa di Antonio Rosati, ha un'autostrada davanti in cui inserirsi per chiedere l'assoluzione completa del proprio assistito. L'udienza si è svolta ieri pomeriggio davanti al giudice monocratico del tribunale di Prato, Alessandro Moneti. Una breve parentesi con l'avvocato Enzo Chiappa che ha presentato alcuni documenti di una delle ditte italo-thailandesi in oggetto e, subito dopo la requisitoria del pubblico ministero. Poche battute per le fatture dell'Lcs, solo per chiedere l'assoluzione perchè il fatto non sussiste. Più articolato il discorso per le 17 fatture dell'Across the world. Il pm Ledda ha affermato che la prova è certa circa l'interposizione fittizia dell'Atw fra i fornitori orientali e la Sasch al solo fine di gonfiare le fatture dei primi e permettere alla Sasch di eludere le tasse. «Quindi non ci può essere proscioglimento nel merito», ha dichiarato il magistrato. Purtuttavia viste le date delle operazioni e lo svolgimento delle indagini prima, e del processo poi la richiesta è di «non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato». P.P.
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