Il Tirreno

Prato

«Niente nomi cinesi alle strade»

Ma. La.
Un tratto di viale Nam Dihn la tangenziale
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Un tratto di viale Nam Dihn la tangenziale

Ma il consigliere se la prende con una città vietnamita

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 PRATO. Sono due nomi di strade tangenziali pratesi super trafficate. Nessuno fa più caso nemmeno a come si chiamano questi due stradoni.  Ma ora qualcuno intende fare piazza pulita dei nomi stranieri di queste vie. L'iniziativa è di Andrea Priolo, capogruppo del Pdl alla Circoscrizione Ovest che, attraverso Facebook, annuncia per settembre una mozione in cui chiederà di abolire «i nomi cinesi delle nostre strade pratesi», come recita la sua proposta, in quanto nulla avrebbero a che vedere con la cultura locale.  Peccato che Nam Dinh non sia il nome di una città cinese, bensì vietnamita.  Le due intitolazioni prendono ispirazione infatti da due città, Nam Dinh e Chang Zhou: l'una in Vietnam e l'altra in Cina. Con tutte e due il Comune di Prato siglò un patto di gemellaggio nel 1975 e 1987 per l'affinità tra centri di produzione tessile.  Tutto dà vita a una trovata su Facebook, dov'è sorto un gruppo "Prato non vuole più avere nomi di vie asiatici", scivolando su una buccia di banana di troppo. Perché originariamente il gruppo aveva preso di mira i nomi cinesi delle strade, motivo per cui chi ha avuto l'idea di crearlo ha pensato bene poi di modificarne il nome, sostituendo poi "cinesi" con "asiatici".  «I nomi di tangenziali quali viale Chang Zhou e Nam Dinh - grida il fondatore del gruppo - sono stati dati in epoche di amalgama tra vecchia amministrazione pratese e... cinesi». Resiste invece via Bruges. Pare che nessuno, per ora, ce l'abbia con i belgi.

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