"Quote" di stranieri nelle aziende
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Andrea Belli della Confartigianato La proposta shock di Belli: «Per evitare la fuga dei capitali»
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PRATO.«La strada dei controlli è utopica. Dobbiamo impedire la fuga di capitali e magari introdurre una norma che limiti al 25% i lavoratori extracomunitari nelle aziende di extracomunitari». E' la ricetta di Andrea Belli, presidente nazionale tessili di Confartigianato. Andrea Belli spiega l'idea con una metafora. «Quando uno invita a cena degli amici non ne invita 86 ma solo quelli che possono permettere a tutti di cenare comodamente. Ecco - aggiunge - Non ci vedo niente di discriminatorio. In un'azienda cinese con dieci dipendenti solo tre potranno essere cinesi: questo impedisce lo sfruttamento dei connazionali e aiuta i pratesi senza lavoro». Idee chiare anche sui controlli, «che non bastano, se è vero che ci vorrebbero anni per controllare tutte le ditte cinesi - spiega - E poi non mi sembra giusto che vengano controllati solo loro. Ci sono anche gli altri e se mi passa il termine non sono vergini». Altro punto fondamentale la fuoriuscita di capitali. «Solo se riusciremo a fermarla allora i cinesi cominceranno ad accusare il colpo - spiega - L'espansione cinese c'è e aumenta, ma non è questo che ci fa soffrire. Il nostro problema sono le importazioni selvagge e a prezzi stracciati. Quello che una volta facevamo noi adesso lo fanno loro in Cina a prezzi cinque volte inferiori - aggiunge - Se poi diventa fondamentale cercare di ripristinare regole uguali per tutti, non riesco a pensare come qualche artigiano pratese possa rinunciare a far muovere i propri telai anche se a prezzi stracciati. E' come andare a dire a uno che muore di sete - conclude - che l'acqua non è potabile». A.P.
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