Il Tirreno

Prato

Ora serve un salto di qualità

Adriano Bellu dell’Unione industriale
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Adriano Bellu dell’Unione industriale

Bellu: «Bene i controlli, ma i cinesi non cambiano mentalità»

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 PRATO.Due mesi fa consigliava a Milone di concentrare le forze sui soldi invece che sulle persone. Adesso, Adriano Bellu, presidente della sezione nobilitazione dell'Unione industriali dice: «Nella lotta all'illegalità cinese è giunto il momento di fare il salto di qualità».  Fare il salto di qualità significa proseguire e aumentare i controlli ma anche cambiare stile «perchè - dice Bellu - Dobbiamo diventare più sofiscati noi, andando a colpire i capitali: solo così sarà possibile riportare regole uguali per tutti». E regole uguali per tutti significa ripristinare una sana concorrenza. «Se il mazzo per giocare diventa uguale per tutti - conferma - poi staremo a vedere chi è più bravo: a Prato non abbiamo paura». Stare addosso ai cinesi, continuare coi controlli e i sequestri, anche se, come ammette con una punta d'amarezza il presidente dei nobilitatori, «chissà che cosa gliene importa di perdere una dieci o venti macchine da duemila euro l'una: o se le vanno a riprendere di notte oppure le ricomprano tutte il giorno dopo». Nell'ottica di Adriano Bellu, che approva i controlli alle tintorie e alle stamperie degli ultimi tempi, c'è quindi un solo modo per cominciare a cambiare le cose. «La pressione non solo deve essere costante ma deve anche aumentare - spiega - I cinesi non hanno intenzione di cambiare mentalità e allora noi dobbiamo scoprire nuovi punti da colpire e aggiungerli agli altri. Dobbiamo sforzarci di essere più raffinati. D'altronde, come si dice a Prato, questo è un gioco che vuole il seguito. Ecco - conclude - Il momento del seguito è arrivato». A.P.

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