Il dolore
Il "Milone tour" delle ditte sigillate «Più controlli»
Alessandro Pattume
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I vigili riaprono un capannone Sopra, Milone in via Bonicoli tra i soppalchi dei cinesi 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Via Marengo, via Bonicoli e via Rossini. Sono le tappe del tour dimostrativo con cui ieri mattina l'assessore alla sicurezza Aldo Milone ha presentato i dati, aggiornati all'8 di luglio, sulla lotta all'illegalità cinese. A Chinatown i controlli aumentano: dall'inizio dell'anno sono state 184 le imprese controllate, e altrettanti i provvedimenti; 3767 i macchinari sequestrati e ben 97 gli immobili posti sotto sequestro, con altri dieci in arrivo entro la fine dell'estate. Aldo Milone li chiama «luoghi del delitto». I capannoni in cui i cinesi hanno sgretolato poco a poco la concorrenza pratese, col benestare degli affittuari italiani. Capannoni adesso sotto sequestro: in via Marengo, via Bonicoli e via Rossini. Le strade che rappresentano meglio meglio di ogni altra la lotta all'illegalità cinese messa in atto dall'amministrazione. Una decina di capannoni in tutto per una trentina di aziende sgomberate. Ovunque tracce di giornate passate a lavorare nella sporcizia, di fughe precipitose, di sonni consumati in loculi maleodoranti. Dopo via Marengo (due immobili sequestrati e quattro aziende coi sigilli), il pulmino dei giornalisti si ferma in via Bonicoli. «Dobbiamo sfatare la leggenda urbana che i cinesi tornano di notte per forzare i sigilli e riprendersi le macchine» spiega l'assessore Milone. «E' vero - conferma il commissario Giovanni Morosi, a capo dei nuclei speciali della municipale - Facciamo controlli continuamente per evitare situazioni del genere». Ma di fronte al primo capannone ogni sicurezza vacilla. I sigilli sono rotti, la porta solo accostata. Dopo dieci minuti di dubbi e di telefonate, Morosi annuncia però che la rottura è stata autorizzata per permettere il recupero degli effetti personali. E Milone si rilassa. «Quando la magistratura consente il dissequestro, come in questo caso per recuperare gli effetti personali, scatta immediatamente l'inagibilità - spiega aggirandosi tra le macerie - Un provvedimento che blocca la commerciabilità dell'immobile e che può durare anche un anno e mezzo. Per riavere indietro lo stanzone - aggiunge - Il proprietario deve presentare il progetto per la messa a norma e ottenere il via libera». Succede così in via Rossini, dove nell'ex Balli i lavori per la messa a norma sono già cominciati. Via Bonicoli però riserva ancora qualche sorpresa. Il grande capannone al civico 6, sotto sequestro, è tutto in vendita. Con buona pace del futuro acquirente, «che dovrà accollarsi le spese dei lavori necessari per riaverlo indietro» spiega Milone. Diciannove aziende erano invece ospitate al civico 8. Sul tetto c'è ancora la telecamera con cui i proprietari controllavano chi suonava alla porta. Il cancello è aperto: non tutti gli interni sono stati sequestrati. Invadono il piazzale macerie e rifiuti, ma pure gli stendini delle case intorno. Sulla sinistra, a piano terra, la finestra è aperta. Un ragazzo cinese legge il giornale sul divano, il ventilatore è al massimo. Un'abitazione, a prima vista. Forse anche un parrucchiere, guardando meglio.
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