Il Tirreno

Prato

Acqua e barche come al tempo dei Medici

Maria Lardara
Acqua e barche come al tempo dei Medici

Un progetto da 6,5 milioni per recuperare gli edifici e far tornare i campi coltivati

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PRATO. In principio era l'acqua. E l'acqua tornerà a bagnare il Parco delle Cascine di Tavola, lambendo verdi sponde e attraversando tanti deliziosi ponticini che trasudano secoli di storia. Come all'epoca dei Medici, quando si andava in barca da un punto all'altro del parco. Torneranno anche le barche, una volta messa in salvo la storica "Rimessa delle barche". E torneranno anche i campi da coltivare alle Cascine di Tavola, perché nei sogni dell'amministrazione comunale c'è quello di farne un polmone verde, dove funzioni ludiche, agricole e storiche possano convivere.

All'architetto Giuseppe Centauro, che ha firmato lo studio di fattibilità del progetto di restauro con il supporto dell'Università di Firenze e in sinergia con gli uffici comunali, il compito di trasferire questi sogni su un cartone di masterplan in punta di matita. Perché un capitolo a parte merita quello dei finanziamenti: 6 milioni e mezzo di euro servono per rifare più bello il parco, 5 milioni di euro solo per la parte edilizia.

Numeri snocciolati ieri pomeriggio in commissione Urbanistica, dove Centauro ha illustrato il progetto. «Siamo certi che la Regione Toscana avrà un occhio di riguardo per questo progetto ambizioso il cui obiettivo è valorizzare un patrimonio che non è solo su scala locale - puntualizza il vicesindaco Goffredo Borchi - Del resto, le Cascine di Tavola saranno la porta d'accesso al Parco della Piana».

Tre i cardini su cui poggia il piano di Centauro: il riallagamento del Canale della Corsa e del Canale delle Pavoniere, il rifacimento dei ponti e dell'area della Darsena in vista dell'attracco delle barche, il recupero di quattro edifici pubblici che sorgono nel cuore del parco per adibirli a nuove funzioni.

Si tratta della casa del Guardia che riaprirà le porte al visitatore proveniente da via Traversa del Crocifisso e ospiterà all'interno un centro di produzione alimentare, mentre la "Rimessa delle barche" tornerà a nuova vita diventando un museo ambientale. Destino diverso per la casa del Caciaio dove entrerà in funzione un laboratorio di sperimentazione e ricerca agroalimentare (c'è già Slow Food), mentre la casa del Podere delle Colline chiamerà a raccolta gli studenti delle Facoltà di Architettura e Agraria di Firenze per seguire corsi post-universitari di restauro.

«Questo studio - spiega Centauro - è il frutto di analisi approfondite dal 2008 a oggi, un lavoro che si è articolato fra 4 tesi di laurea e 2 seminari di ricerca. E' stato compiuto un lavoro di catalogazione dei manufatti, con uno studio sulle malte in vista del riallagamento dei canali. La "Rimessa delle barche" è l'edificio da ristrutturare in maniera più urgente».

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di Redazione web