Il Tirreno

Prato

Malkovich ammalia col fascino del male tra parole e bel canto

Barbara Burzi
Malkovich ammalia col fascino del male tra parole e bel canto

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Un'atmosfera tipica dei grandi eventi quella che venerdì sera ha accompagnato la tappa pratese dello spettacolo "The infernal Comedy". Oltre un migliaio di persone ha riempito piazza Duomo per applaudire le performance del criminale Jack Unterweger interpretato da un John Malkovich in abito bianco, che firma anche la regia dell'opera insieme a Michael Sturminger. Tanto affascinante quanto maledetto, il personaggio morto suicida, si confessa dall'inferno leggendo le sue memorie di vita pubblicate da un editore.

Seducente, ambiguo e intrigante, Unterweger inizia il suo racconto rivolgendosi direttamente al pubblico in otto monologhi alternati a scene cantate, nelle quali le due soprano Laura Aikin e Marie Arnet, recitano il ruolo delle vittime. Ma prima di cominciare l'attore statunitense ha voluto fare incursione nell'attualità pratese leggendo un messaggio di cui nessuno conosceva il mittente e che nonostante la traduzione in italiano, è risultato criptico per la stragrande maggioranza del pubblico. L'opera è cominciata subito dopo. Al centro del palcoscenico la figura di Unterweger, un uomo che in Austria era considerato una specie di don Giovanni. Seduttore di donne e al contempo loro carnefice, dopo essere stato condannato all'ergastolo per omicidio riesce a uscire dal carcere per buona condotta, diventando scrittore, giornalista e guadagnandosi l'ammirazione di importanti editori e di numerose donne affascinate dal suo passato di assassino. Un passato tutt'altro che superato considerando che Unterweger, ormai diventato un divo del giornalismo, viene nuovamente sospettato di aver ucciso alcune prostitute a Vienna, Graz, Praga e Los Angeles. Viene arrestato a Miami e trasferito a Vienna dove finisce nuovamente in prigione, questa volta per sempre, finché subito dopo la condanna per undici omicidi decide di togliersi la vita in cella. Una mossa che dimostra ancora una volta la capacità del protagonista di raccogliere consenso popolare sfuggendo alla legge.

Il finale lascia al pubblico la facoltà di decidere se credere all'editore della biografia o al protagonista della storia. Malkovich ha recitato per circa un'ora e mezzo in inglese mentre scorrevano i sottotitoli in italiano, nell'ambito di una cornice musicale creata dell'orchestra barocca Wiener Akademie (direttore Martin Haselbock), che ha eseguito brani di Bach, Mozart, Vivaldi e di altri compositori. Soddisfazione sia da parte del pubblico che da parte di Enrico Giardi a nome dei soci di Opificio JM, il marchio siglato da Malkovich, che ha prodotto la serata: «Un evento, con un artista di caratura internazionale. Per Prato è stata un'occasione straordinaria». Sulla stessa lunghezza d'onda Anna Beltrame, assessore alla Cultura del Comune: «E' stata una serata emozionante, un avvenimento accolto con gioia dal pubblico».

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di Redazione web