Toscana
Amianto: milioni di superfici da bonificare
Sara Camaiora
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Lavori per bonificare le coperture di eternit Comune, Provincia e Asl però rassicurano: «Nessun allarmismo»
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PRATO. Un minerale dalle molteplici potenzialità, a prova di fuoco per la sua struttura fibrosa termoresistente. Per queste caratteristiche l'amianto, o asbesto, è stato largamente utilizzato nell'industria, fino alla sua provata natura cancerogena, legalmente riconosciuta dal 1992: le polveri di amianto, se respirate, possono causare il mesotelioma pleurico. Pur definitivamente bandito dalle lavorazioni, in tutta Italia, risulta presente un enorme quantità di amianto, soprattutto sotto forma di Eternit, usato per coprire e coibentare gli edifici. Il bacino pratese, a forte vocazione industriale, non fa eccezione: solo nel Macrolotto di Oste ci sono tuttora 600000 metri quadrati di amianto, quantità da moltiplicare per 6 o per 7 per avere un'idea delle superficie totale presente nel territorio provinciale. Dati che ci riferisce l'assessore all'Ambiente in Provincia Stefano Arrighini: «Non c'è allarme ma è un aspetto dell'inquinamento urbano e industriale da non sottovalutare». Per quanto riguarda l'aspetto della rimozione, il coordinatore dipartimentale amianto Luigi Mauro parla di «400 richieste di rimozione nel 2009 e già 200 in questa prima metà del 2010». Sempre Mauro sottolinea che da un punto di vista epidemiologico non si sono ancora verificati casi di mesotelioma causati da esposizione ambientale all'amianto. In ambito industriale sono una sessantina i casi tra i cernitori di stracci e una ventina quelli di persone coinvolte in altre lavorazioni del tessile. Fibre di amianto erano infatti presenti sia nei sacchi di iuta contenenti i vestiti usati, sia nel sistema frenante delle macchine tessili. Ad oggi l'Asl sta conducendo una ricerca in collaborazione con l'Istituto Prevenzione Oncologica di Firenze per chiarire i termini del problema. A livello comunale, i consiglieri del gruppo Pd Gianni Bianchi, Ilaria Santi e Lia Vanni hanno presentato un interrogazione al sindaco, proprio per sollecitare un censimento delle aree effettivamente coperte di amianto e un relativo piano di smantellamento. «I casi di mesotelioma negli ultimi anni sono in lieve aumento. C'è da considerare che il periodo di latenza della malattia è molto lungo, si parla di 20,30 anni a partire dall'esposizione. E' quindi necessario investire adesso per evitare in futuro un alto tasso di malati» afferma Bianchi. Secondo l'assessore alla salute Dante Mondanelli «l'incidenza del mesotelioma sul territorio non è superiore alla media nazionale, quindi non c'è da fare alcun allarmismo». Quanto al censimento afferma che è in corso d'opera un controllo a vasto raggio sul territorio comunale, a partire da edifici pubblici anche se «non ci sono segnalazioni frequenti da parte dei cittadini e sono poche le tettoie rotte, quindi pericolose». Ricordiamo, infatti, che l'amianto, se integro, non è pericoloso, lo è invece la concentrazione di fibre d'asbesto nell'aria, presenti quando il materiale è in condizioni di friabilità. Utile fare precisazioni, secondo il presidente dell'Arpat Luciano Giovannelli: «Molta gente non sa che l'amianto, se compatto, è innocuo». Una soluzione al problema può essere la sostituzione dei tetti in amianto con il fotovoltaico industriale, come previsto dal bando provinciale chiuso il 30 giugno scorso. «Il bando ha avuto un buon esito: sono stati accertati 11 impianti realizzati e collaudati, con investimenti cospicui da parte delle aziende, anche di oltre 100000 euro. Prossimo obiettivo è l'estensione del bando a tutta la platea di soggetti in grado di intervenire, non solo in ambito aziendale ma anche circoli e associazioni» evidenzia Arrighini. Segnali positivi ci sono, quindi, ma non ancora abbastanza. «Un limite alle operazioni di rimozione di amianto è il costo: anche rimuovere una canna fumaria instabile è talvolta troppo oneroso. Questo ha comportato forme di smaltimento illecite, ancora più dannose», afferma l'ingegner Alfredo Zallocco, direttore del settore prevenzione dell'Asl. E' d'accordo anche l'assessore all'ambiente del comune Goffredo Borchi: «I bilanci magri degli enti pubblici non permettono grosse operazioni di bonifica: c'è da augurarsi che nei prossimi tempi vengano realizzate a livello regionale o statale, norme che obblighino il privato a muoversi in questo senso». L'assessore ricorda, però, l'esistenza di una concreta agevolazione per i cittadini che intendono liberarsi dell'amianto, ideata da Asm: un kit che comprende i dispositivi per la corretta rimozione, corredato da tuta, mascherina e guanti: «un ottimo servizio per il cittadino che da solo smonta e accatasta l'etternit per poi farlo sgombrare da Asm».
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