Il dolore
«Senza saperlo abbiamo inalato questa sostanza»
M.L./A.P.
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Il ristoratore Pistolesi Ora ci si interroga su come bonificare l'edificio diventato pericoloso: non si esclude la demolizione
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PRATO. L'allarme è tale da sconvolgere un intero quartiere, quello di Mezzana. Ma può aprire una riflessione su quanto amianto si nasconde ancora a Prato. Silenziosamente, invisibilmente. Secondo i coniugi Pistolesi, la proprietà dello stabile che ospita il ristorante "Il Calcetto" non poteva non sapere di questo pericolo. Ora si sentono in trappola, inconsapevoli del male che s'annidava dietro quelle mura. Oltre al danno, la beffa. «Chissà quante volte abbiamo inalato quella sostanza», sorride con un velo di tristezza Beatrice Mariotti. Ma lo scandalo è un altro. Affonda le radici nella storia di quanto l'amianto non era ancora fuorilegge (in Italia lo è dal 1992). «Oltretutto c'è anche un problema di agibilità dell'edificio, i pali della luce cascano per terra. E chissà da quanto tempo c'era l'amianto. «La proprietà - insinua Giuseppe Pistolesi - Deve aver condonato l'immobile quando l'amianto era condonabile, negli anni Settanta. Chi ci ha preceduto nell'attività di ristorazione non è incorso in questi guai. Nel nostro caso invece, l'ufficio alimenti ha disposto la chiusura immediata». Cosa succede ora.La bonifica dei materiali contenenti amianto è molto delicata. Dipende, soprattutto, dalla conservazione dei materiali in questione, se siano cioè in buono o cattivo stato. La rimozione ha il vantaggio di eliminare ogni rischio futuro, ma per metterla in atto si corre quello di contaminare ancora di più l'ambiente circostante. L'eliminazione infatti, può comportare anche la demolizione di una struttura. Di recente, sono stati invece introdotti rivestimenti incapsulanti che riducono non solo i rischi ma anche i costi. Si deve comunque seguire una procedura ferrea, che comprende, nel caso della rimozione, lo sgombero e la recinzione dell'area interessata oppure una copertura degli impianti che non si possono spostare. L'incapsulamento prevede invece l'utilizzo di materiali impregnanti e la permanenza dell'amianto il loco.
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