Il dolore
Lite dopo il trasferimento, bufera in Comune
Cri. Or.
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Leonardo Soldi Ex dipendente di Officina si rivolge ai sindacati e chiede il reintegro
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PRATO. Questa vicenda parte dalla fine: dalla minaccia di una vertenza con richiesta di reintegro nel posto di lavoro precedentemente ricoperto. Protagonisti sono una dipendente comunale, trasferita lo scorso giugno, il 10, da Officina Giovani allo staff dell'assessorato della Pubblica istruzione, il sindacato, la Cgil funzione pubblica, come tramite della vertenza che ha avuto ieri mattina un ulteriore passaggio e il delegato del sindaco per le politiche giovanili Leonardo Soldi, consiglire comunale leghista e segretario cittadino. Coprotagonisti il segretario generale del Comune Vincenzo Del Regno e la dirigente di Officina Rosanna Lotti. Molti attori per un contrasto in ufficio che rischia, falliti i tentativi di conciliazione, di finire presto davanti alla Direzione provinciale del lavoro e se non bastasse davanti al giudice. Perché la dipendente comunale, sostenuta dal sindacato, è determinata a procedere: «Non accetto un trasferimento - spiega - perchè sono antipatica a qualcuno». L'inizio del contrasto diventato ormai quasi lite, ha una data: il 10 maggio scorso quando i sei - a quel tempo, oggi tre - dipendenti di Officina Giovani si riuniscono in assemblea con il delegato Soldi e con la dirigente. Sul tavolo i tanti - sostengono i lavoratori - problemi di gestione di Officina: a partire dalla mancanza di un regolamento nella gestione degli spazi che dia al personale criteri e indicazioni sulle scelte da fare, per proseguire con un deficit - secondo i dipendenti - nell'organizzazione e nella pianificazione del lavoro, per finire con una scarsa progettualità sugli spazi rimessi a nuovo, vuoti e inutilizzati dallo scorso febbraio. Questioni che i sei pongono con forza al delegato e alla dirigente, tutti insieme, ma due in particolare. Tra i quali la nostra giovane protagonista. «Per la verità - racconta - mi era parso che la riunione, nonostate le criticità affrontate, fosse finita nel migliore dei modi: con la volontà di far progredire uno spazio importante per la città e per i giovani». Nel pomeriggio però accade qualcosa: lei e un altro dipendente di Officina, proprio i due che probabilmente avevano espresso con più chiarezza e forse durezza le loro idee, vengono convocati dal segretario generale Del Regno, in due faccia faccia separati, per una ramanzina con fiocchi. Nella quale - spiega la ragazza ai sindacati - partono anche minacce di sanzioni disciplinari. L'accusa che Del Regno rivolge alla ragazza è chiara: di aver tenuto un atteggiamento tale in assemblea da ravvisare "il vilipendio alla pubblica amministrazione". Parola di segretario generale. Di sanzioni disciplinari la dipendente pubblica non ne sa più nulla: «Ma quelle - spiega - in qualche modo devono essere motivate». Ha invece ricevuto il trasferimento con un ordine di servizio immediato e irrevocabile. E si è arrabbiata. I tentativi di conciliazione del sindacato sono stati numerosi: lettere, incontri, scambi di idee. Fino a ieri mattina con un vertice terminato però con un nulla di fatto. In questa vicenda c'è qualcosa di più e che parte prima del 10 maggio. «C'è che il delegato - racconta la ragazza - mi ha ordinato di diventare la sua segrearia e di andare a lavorare nella sua stanza». Una modalità che è Soldi a spiegare: «Ho chiesto alla dirigente Lotti di individuare una persona in grado di svolgere compiti di segreteria. E la dirigente mi ha indicato quella persona. Infatti non sono io che ho i rapporti con il personale». In quel momento la ragazza lavorava in un ufficio al piano terra di Officina mentre il delegato nell'ufficio al primo piano: «E' evidente - conclude Soldi - che era necessario che si trasferisse. Come si può lavorare a stretto contatto da un piano all'altro?».
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