Il Tirreno

Prato

I commercianti: «Non c’è passaggio»

In viale Piave negozi chiusi per protesta le sere dei giovedì

Sa. Ca.

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 PRATO. «Non c'è passaggio in Viale Piave: restare aperti la sera è inutile». Lo sostiene Mario Brandolino, titolare del bar Imperatore, posto in quella che dovrebbe essere una tra le più importanti vie della città, proprio di fronte al castello. Le aperture serali del giovedì non hanno portato nessun introito al locale, anzi. «E' da tre anni - aggiunge - che ci rifiutiamo di stare aperti in serata perchè non ci conviene, non c'è clientela e invece di guadagnare ci rimettiamo. Quest'anno per le prime due settimane ci abbiamo provato ma il risultato è stato lo stesso. Non ha senso chiudere la strada al traffico se non si crea qualcosa per avvicinare la gente. E la mancanza di parcheggi vicini non aiuta. Anni fa le aperture erano meglio organizzate, c'erano eventi, concerti, tutti a spese del Comune. Ma adesso, se non ci sono eventi, non possiamo certo crearli noi, spendendo di Siae e altro, soprattutto, poi, se l'incasso è così magro».  Di fianco al bar, la libreria Il Castello ieri sera ha manifestato il suo dissenso nei confronti dell'iniziativa restando chiusa. Stessi motivi della protesta con l'aggiunta di uno spiacevole episodio personale accaduto alla figlia della titolare, Carlotta Bardi. «Giovedì sera dopo le 19,30 - racconta - due vigili mi hanno vietato di entrare in centro con la macchina, nonostante il permesso e la residenza. Sono entrata a piedi con le borse della spesa: di certo non avevo voglia di aprire il negozio un'ora dopo. Non capisco perchè io debba richiedere un'autorizzazione per rientrare a casa mia».

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