Il Tirreno

Prato

«Sono cresciuto a pane e fichi»

S. C.
«Sono cresciuto a pane e fichi»

Anche il sindaco Cenni ha festeggiato Oscar Bonechi

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 PRATO. Aveva solo 7 anni Oscar Bonechi quando portava il pane del fornaio in città e nei paesi circostanti, su per le strade che portano a Cavagliano «in cima al calesse col ciuco». Ora di anni ne ha cento e davanti ai suoi occhi che ora non vedono più è passata tutta la storia di Prato, i suoi mutamenti, il suo sviluppo. «Sono nato lungo i binari della ferrovia», racconta, riferendosi al palazzo di via Gobetti dove ha passato i primi anni della sua vita, al posto del quale adesso c'è il sottopassaggio ferroviario. Erano gli anni della prima guerra mondiale, anni di miseria «in cui si mangiava pane e fichi». A soli 10 anni Bonechi imparò il mestiere di cenciaiolo, per poi lavorare alla Sais, prima e al Fabbricone dal 1933 per ben 38 anni, dopo i quali ha collaborato come consulente in diverse aziende tessili. Dirigente della Misericordia, ha vissuto in prima persona il trasferimento dalla storica sede in via del Seminario a quella nuova in via Gobetti, dimostrando apertamente il suo dissenso. «Sarebbe stato meglio ristrutturare l'antica sede, così bella vicina al Duomo». In Bonechi c'è tanta nostalgia di un'altra Prato,non ancora industriale. Proprio lo sviluppo industriale è l'aspetto che più lo ha colpito e che pare sconvolgerlo persino tuttora, quando si incupisce nel pensare alla città di quand'era bambino: «Ora Prato non esiste più» dice sconsolato. «C'è stato uno sviluppo vertiginoso e poi il tracollo. Ho visto industriali arricchirsi, accumulare patrimoni spropositati, farsi le ville e poi finire a gambe all'aria. E coi cinesi in città è cambiato tutto» aggiunge, accennando a una realtà, quella dell'immigrazione, vissuta con una certa ritrosia, pur evitando di approfondire la questione. «Ci sono cose che non si possono dire», così chiuderapidamente il discorso con una furbizia e una lungimiranza eccezionali in un uomo della sua età. Da esperto del settore, quale è, azzarda anche un'"ipotesi economica" sulla città, «C'è un pò di ripresa nel cardato, il tessuto originale pratese». Non esce da circa un anno, da quando le sue condizioni fisiche si sono aggravate pesantemente. Nonostante ciò, Bonechi intavola conversazioni, inanella ricordi e racconta le sue storie, con una proprietà di linguaggio invidiabile.

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