Sicurezza
Nel piano strutturale saranno previsti 5mila alloggi da destinare alle fasce più deboli
L'edilizia sociale cambia volto
Alessandra Agrati
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Si cercano nuove idee per ledilizia sociale Il Comune ha aderito ad un progetto dell'Università di Firenze
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PRATO. Addio case popolari, arriva l'edilizia sociale, un nuovo concetto di progettare la città evitando ghetti, casermoni e soprattutto cercando di venire incontro alle frastagliate esigenze economiche dei cittadini. Non solo un cambio di nome ma una sostanziale rivoluzione, per cui i nuovi alloggi che potrebbero nascere nel macro lotto zero, sono destinati alle nuove fasce sociali a rischio povertà: come i giovani, gli studenti e i divorziati (la fascia del reddito si alza a 35 mila euro l'anno). «Per trovare il giusto modello - ha sottolineato l'assessore all'urbanistica Gianni Cenni - abbiamo aderito ad un progetto, finanziato dalla regione e portato avanti dall'università di Firenze, insieme a vari soggetti, per studiare, con una visione a 360 gradi, le nuove esigenze della popolazione e i nuovi strumenti per poter reperire i fondi necessari». Lo studio durerà per 18 mesi e dovrebbe portare alla presentazione di modelli concreti da attuare in città. «L'obiettivo - ha sottolineato il consulente Gianfranco Gorelli - è di riqualificare alcune zone della città e colmare in parte il gap fra domanda e offerta». Tra i tanti parametri che verranno presi in considerazione c'è anche quello delle nuove regole per l'esproprio, non più ottenuto al prezzo più basso, ma prossimi allo zero, i parametri energetici, il rapporto fra aree verdi e quelle cementificate e la qualità del materiale con cui verranno costruiti i nuovi edifici. Il costo del terreno, generalmente incide del 30% sul prezzo finale attraverso la perequazione si abbatterebbe in modo consistente. «Con questa operazione - ha sottolineato Cenni - si potrebbe anche riuscire a far ripartire l'edilizia, un settore che da tempo è fermo». In attesa che i nuovi alloggi vengano progettati, l'amministrazione continua a sostenere un pacchetto di iniziative a favore delle fasce sociali deboli attraverso gli affitti calmierati e il riscatto dell'affitto. «Nel piano strutturale che stiamo mettendo a regime - ha spiegato Cenni - il 20% degli alloggi saranno destinati all'edilizia sociale, per un totale di 5 mila sparsi in tutta la città».
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