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Il Pd rilancia l'ipotesi di una nuova banca locale

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 PRATO. Continua a far discutere il mondo politico pratese la recente incorporazioe di CariPrato da parte della Banca Popolare di Vicenza. «Ribadiamo oggi - ha affermato Bruno Ferranti, segretario provinciale del Pd - tutta la nostra preoccupazione per la scomparsa di Cariprato, assorbita dalla Banca Popolare di Vicenza, che potrebbe portare ad una restrizione degli sportelli e di conseguenza dei posti di lavoro e del credito alle imprese locali». «E' evidente che da oggi le decisioni operative più importanti saranno prese a Vicenza e non a Prato. Ciò comporterà una maggiore difficoltà dei pratesi ad accedere al credito e ad un minore impegno, e non maggiore come era stato chiesto, nel sostegno al distretto in crisi. In ogni caso, la frittata appare fatte e si ripropone oggi, quindi, con maggiore forza il tema della nascita di una banca locale ipotizzata dal Partito Democratico solo tre mesi fa».  «Mi chiedo, cosa ha da lamentarsi il sindaco Roberto Cenni - interviene Salvo Ardita neocoordinatore provinciale dell'Italia dei Valori - che tre mesi fa ha difeso la scelta della Fondazione di cui è stato presidente fino a poco prima di diventare primo cittadino di Prato? Tre mesi fa disse che la Fondazione aveva fatto benissimo a vendere alla Bpv il 15% delle sue azioni in CariPrato. E di cosa si lamenta Riccardo Marini, presidente dell'Unione industriali pratesi? Anche lui tre mesi fa si esprimeva parlando di un'ottima operazione».

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