Il Tirreno

Prato

Il Pd mette sotto esame il credito pratese

Sara Camaiora
Il Pd mette sotto esame il credito pratese

Critiche al sindaco e a Zonin: «Infelice la sua risposta al vescovo»

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Il sentore di una diversa collocazione era nell'aria da mesi ma nulla è stato fatto per evitare l'inglobamento di Cariprato nella Banca Popolare di Vicenza. Lo segnala il gruppo Pd in consiglio comunale, ricordando di aver presentato il 21 gennaio scorso un'interrogazione rimasta, però, inascoltata: «Accorpamento, cessione o, ridimensionamento: queste erano le tre soluzioni che si stavano profilando per CariPrato. Al fatto non è stato dato rilievo reputando prioritarie altre questioni». La risposta del sindaco Cenni è arrivata, sì, ma tardiva e debole, secondo il Pd: «poco chiara la sua totale estraneità al processo di incorporazione in corso, nonostante la nostra sollecitazione». 

E se Bianchi parla di sottovalutazione del problema, il consigliere Nicola Oliva si mostra più duro nei confronti dell'amministrazione comunale: «Debolezza, opacità e conflitto di interessi, a Prato come a livello nazionale. In quanto presidente della Fondazione per più di 10 anni il sindaco avrebbe dovuto dimostrarsi più consapevole riguardo a quanto stava accadendo».  Ilaria Santi parla di «un vuoto della politica colmato dall'intervento di chi politico non è, come il vescovo Simoni». Al vescovo il presidente della Bpv Gianni Zonin ha replicato da Vicenza in maniera piccata («Se lui accorpa parrocchie noi non ci intromettiamo»). «Una risposta poco felice e non pertinente - dice Cristina Sanzò - Non c'è corrispondenza tra l'organizzazione delle parrocchie e il futuro dell'istituto di credito della città». 

A cose fatte, è necessario individuare le strategie corrette per garantire flussi creditizi mirati al tessuto economico cittadino e chiarire il futuro di Cariprato, l'organizzazione del comitato di gestione e l'eventuale ricaduta occupazionale della riorganizzazione di sedi e personale annunciata dal presidente di Cariprato Divo Gronchi. Per questo il gruppo Pd chiede la creazione di una "commissione di studio", che coinvolga la giunta comunale, la Provincia, la Regione, nonchè i consumatori stessi per analizzare sia Cariprato che gli altri istituti di credito, individuando quelli realmente radicati nel territorio. Il bilancio 2009 di Cariprato segnalava un aumento della raccolta di soldi e una diminuzione dei crediti erogati: il dubbio è che anche altre banche abbiano ridotto gli impieghi, venendo meno alle esigenze delle piccole imprese pratesi. «Non vogliamo mettere sul banco degli imputati i banchieri - spiega Oliva - ma capire insieme chi è vocato a portare avanti le esigenze dei cittadini. Le banche hanno una responsabilità sociale e devono rispondere non solo agli azionisti ma anche e soprattutto alla gente».

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