Il Tirreno

Prato

I vigili incrociano le braccia

Giovanni Ciattini
L’assessore alla sicurezza Aldo Milone
◗
L’assessore alla sicurezza Aldo Milone

Il 29 luglio sciopero contro il piano di riorganizzazione del personale

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Lo sciopero che era nell'aria alla fine è arrivato. Lo hanno proclamato per giovedì 29 luglio i sindacati Cgil, Cisl e Uil. L'insofferenza del personale della Polizia municipale nelle ultime settimane ha infatti raggiunto livelli ritenuti intollerabili.  Tutto nasce dal piano di riorganizzazione voluto dall'amministrazione comunale che ha portato allo smantellamento dei distretti territoriali. Dal 5 luglio scorso via i vigili urbani dalle circoscrizioni (salvo Centro e Sud) per concentrare gli sforzi, secondo le priorità individuate dalla giunta comunale, nei controlli alle attività illegali cinesi. Una decisione che, a detta dei sindacati, ha finito col creare il caos fra il personale della Polizia municipale.  «Non si è tenuto conto delle osservazioni sollevate nei mesi scorsi - fa presente Giovanni Iorio segretario provinciale della Fp Cgil - e del dissenso manifestato dalla maggioranza dei vigili, preferendo andare avanti anche in presenza di situazioni oggettivamente difficili, le ferie, per esempio, che creano disagi fra i lavoratori costretti a turni pesanti».  «E' bene che i cittadini siano consapevoli - continua Iorio - che aver svuotato i distretti significa nei fatti l'assenza di controlli nelle strade: sarà difficile poter ottenere l'intervento dei vigili per problemi di viabilità, passi carrabili o situazioni che creano disturbo. A Prato può girare soltanto una pattuglia la mattina e una il pomeriggio. Più una a richiesta la notte. Forse un po' troppo poco per una città come Prato. Se proprio c'era bisogno di dirottare ulteriori energie nei controlli contro l'illegalità cinese - conclude Iorio - sarebbe bastato ridurre, di poco, il personale dei distretti senza per questo doverli chiudere».  Luciano Mencacci, leader storico della Uil, è assai critico anche per quanto riguarda l'utilizzo della sede di piazza dei Macelli, chiamata ad ospitare gran parte del personale. «Hanno aggiunto uno spogliatoio, peccato - commenta - che sia unisex. Qui infatti si devono spogliare sia gli uomini che le donne. Non solo: non c'è un lavandino e non ci sono le docce. Così capiterà di veder girare in accappatoio, da un piano all'altro, vigili e vigilesse, per andare nei locali dove ci sono le docce». Mencacci, che nel 2001 promosse l'ultimo sciopero dei vgili urbani (l'occasione fu il giorno del Gran Premio Industria e Commercio), parla di un brutto clima all'interno della Polizia municipale. «L'avviso pubblico di mobilità per 13 dipendenti è andato deserto - informa - ma è abbastanza comprensibile: non piace l'idea di venire a Prato ad occuparsi dei controlli dei cinesi. Ed è anche per questo che invece vi sono molti vigili che fanno domanda di mobilità per lasciare Prato in quanto mal digeriscono l'attuale gestione del personale».  Un'ultima frecciatina alla giunta, sempre da parte di Mencacci: «C'è intenzione nel bando di concorso per assumere 13 vigili di porre 32 anni come limite di età. E' un errore perché bisognerebbe offrire un'opportunità ai molti disoccupati non più giovanissimi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa