Sicurezza
La giunta chiederà consigli agli esperti di Gigli e Barberino
I consulenti dei "mall" in aiuto del centro storico
Maria Lardara
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Saracinesche chiuse nei negozi del centro 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Quelle saracinesce abbassate sono un pugno nello stomaco per questa giunta comunale, alle prese con ricette e soluzioni per ridare fiato al tessuto commerciale. «Il centro storico è la nostra spina nel fianco»: parola di assessore Roberto Caverni. Perché allora non scomodare le società che di mestiere fanno consulenza per i grandi centri commerciali? Società tipo Larry Smith (i Gigli) e McArthur Glen (Outlet di Barberino), per intendersi. L'inedita proposta è quella di affidarsi a esperti di questo calibro (sono in corso contatti con due aziende del settore), per un'operazione di marketing territoriale che consenta di recuperare i fondi sfitti (circa 640 quelli censiti dall'amministrazione) per poi darli in mano ai potenziali commercianti interessati a investire su Prato aprendo negozi. «Non possiamo certo competere con i centri commerciali usando i fucili a tappino quando loro utilizzano i cannoni. Così - spiega l'assessore - è nata l'idea di rivolgersi a queste grandi società che organizzano spazi commerciali, la cui catteristica è quella di riprodurre centri storici fittizi. In questo caso però il nostro centro storico non verrebbe alterato nel suo format naturale. Dobbiamo intanto partire dalla necessità di uno studio sul posizionamento dei negozi rispetto ai parcheggi». Caverni prova a mettersi nei panni di chi viene in centro per fare shopping e trae questa conclusione. «La gente è pigra nello spostarsi dal luogo dove parcheggia l'auto al negozio da raggiungere. Se invece un cittadino all'uscita dal Serraglio si trova a percorrere 300 metri guardando le vetrine di bei negozi, è una "fatica" della quale nemmeno se n'accorge. Bisogna trovare delle tipologie più ragionate di negozi. Se ne venisse una decina in più sarebbe l'ideale». Ma a mandare all'aria questa potenziale collaborazione potrebbe essere la prassi dei negozi pratesi a tenere chiuso di domenica, se non per occasioni straordinarie e comunque sulla base di un calendario prestabilito. E invece, a sentire Caverni, la prima condizione dettata da queste società di marketing sarebbe proprio l'apertura domenicale. «Sappiamo che questo a Prato ha sempre trovato forti resistenze», fa notare Caverni. La novità è poi un'altra ed è l'assessore a spiegarla. «Generalmente queste società vengono ingaggiate dai commercianti, in contrapposizione ai progetti dei Comuni. In questo caso, siamo state noi a interpellarle».
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