Italia
La rabbia del sindaco «Rimasto male? Peggio Hanno deciso da soli»
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Il sindaco Roberto Cenni nel salone comunale 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. A chiedergli come l'ha presa, risponde secco: «Non ci sono rimasto male. Ci sono rimasto peggio». Al sindaco Roberto Cenni, la «fine di quasi 200 anni di storia» non va giù. La fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio «è un'operazione che non doveva essere fatta senza il coinvolgimento del socio di minoranza». Socio che è poi quella Fondazione che detiene ancora «l'8% delle azioni» di Cariprato e che lo stesso sindaco ha presieduto fino alla sua elezione. Coinvolgere la Fondazione nella scelta avrebbe quanto meno permesso alla città d'interloquire con Vicenza. Anche di fronte al comunicato stampa diffuso dalla Banca Popolare di Vicenza, nel quale si dice che verrà creata una direzione regionale e che i pratesi saranno coinvolti, Roberto Cenni rimane perplesso. I problemi ci sono, secondo lui, e non soltanto nel metodo seguito. L'incorporazione «è una perdita per il territorio». E poi, come mai non parlarne prima? «Abbiamo sempre collaborato con Vicenza e i rapporti sono sempre stati buoni. Non mi spiego perché per un'operazione di questa portata Prato non sia stata coinvolta», aggiunge il sindaco che non dimentica che «soltanto pochi mesi fa» la Fondazione ha ceduto azioni alla Banca Popolare di Vicenza, acquistandone a sua volta dalla capogruppo. «Prato ha investito a Vicenza - osserva ancora Roberto Cenni - In cambio, nessuno ha sentito la necessità di parlare con Prato». «Credo che tutti possano riconoscere ai soci pratesi e alla città in generale la massima apertura e la massima disponibilità alla collaborazione con la Banca Popolare di Vicenza - continua il sindaco - Visto il tipo di rapporto, non era pensabile dover arrivare a essere posti di fronte a una delibera già presa. Questo non può che destare preoccupazione per come, anche in futuro, da Vicenza verrà esercitato il potere su Prato». Il futuro, appunto. A parere del sindaco è incerto, nonostante il mantenimento in Toscana del marchio Cariprato. «C'è chi non teme ripercussioni sulla raccolta e sul radicamento sul territorio della banca - riprende Roberto Cenni - Io, al contrario, mi porrei questo problema. Ho letto che per la controllata Banca Nuova, la Banca Popolare di Vicenza prevede uno scorporo. Credo che questo poteva essere previsto anche per Prato. L'importante sarebbe stato parlare. Avremmo sicuramente trovato una soluzione buona o soddisfacente per tutti». Il capitolo Cassa di Risparmio, in ogni caso, permette al sindaco di porre l'accento su un problema più ampio: le perdite, in termini di aziende, conoscenze e patrimonio, che la città e la Toscana in generale hanno registrato nel volgere degli anni e che rischiano di dovere ancora subire. Insomma, è il caso di riflettere. «Gli esempi sono tanti, compresi quelli che riguardano le casse di risparmio di Pistoia e Pescia o di Firenze - dice il sindaco - Non essersi accordati in tempo, non avere superato la mentalità dell'orticello di casa» ha finito per indebolire la Toscana. Lo stesso riguarda un tema caro a Roberto Cenni: quello delle partecipate. «Sull'energia e sui rifiuti - spiega il sindaco - se non troveremo il modo di creare società più grandi e solide saremo travolti da realtà più grandi. Invito tutti, a cominciare dagli amministratori pubblici, a riflettere su questo». Una riflessione che per il sindaco può anche portare a un passo indietro della politica. «Non è detto che gli amministratori - conclude - debbano essere politici». F.B.
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