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La pietra di Carmignano e la statua di Michelangelo
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LArrotino, la stuatua attribuita a Michelangelo 2 MINUTI DI LETTURA
CARMIGNANO. Gli ingredienti di questa storia sono due: un'importante statua in pietra, dimenticata da lunga data, e un territorio ricco di storia e tradizione. La statua rappresenta un "Arrotino" che affila un coltello sulla pietra, attribuita in antico a Michelangelo, attribuzione ancora discussa, ora esposta fino al 20 agosto nella mostra "And There Was Light. The Masters of the Renaissance. Leonardo, Michelangelo e Raffaello" a Goteborg in Svezia. Il territorio è quello di Carmignano e delle sue cave di pietra serena della Golfolina, attive già in epoca medievale, dalle quali veniva estratta la preziosa pietra con cui Michelangelo - secondo la letteratura artistica - scolpì l'Arrotino. La storia della statua non è delle più semplici. Era considerata una copia eseguita da Michelangelo dell'"Arrotino", scultura romana esposta alla Galleria degli Uffizi di Firenze, a sua volta copia di un originale ellenistico; la statua, che misura 111 cm, rappresenta uno schiavo sciita servitore di Apollo. Ne parlano nelle loro ricerche Flavia Zisa, docente all'Università di Enna e Pandolfo Titi. Anche secondo Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo Da Vinci e direttore artistico della mostra svedese, pensa che ulteriori ricerche e confronti sulla scultura dell'Arrotino, finalmente esposta, e sul suo contesto d'origine porteranno a significative riscoperte. Lo stesso vale per le cave di pietra serena della Golfolina, come dichiarano l'Assessore alla Cultura, Fabrizio Buricchi e il sindaco Doriano Cirri: «Uno studio approfondito sulle cave della Golfolina ci permetterà di recuperare una memoria su quella che è stata la storia economica, sociale e culturale del lavoro svolto dai nostri antenati e che ha segnato per molto tempo questo territorio».
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