Il dolore
Lassessore Silli: «Situazione falsata perchè lindagine non tiene conto delle fasce di irregolari»
Ben integrati, agli immigrati Prato piace
Maria Lardara
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Immigrati in città Quarta nella classifica nazionale: è la foto dell'accoglienza scattata dal Cnel
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PRATO. Sono integrati e ben inseriti nel tessuto che li accoglie. Perché, in fondo in fondo, a Prato gli immigrati stanno bene. Dopo Parma, Reggio Emilia e Vicenza. Ospitale e accogliente, come la fotografa il VII Rapporto del Cnel sugli indici di integrazione in Italia. Analisi che lascia di stucco anche l'assessore comunale all'Integrazione Giorgio Silli, ieri mattina nella capitale per la presentazione. Con lui, il presidente del Cnel (Organismo nazionale di coordinamento delle politiche d'integrazione) Antonio Marzano e il sindaco di Verona Flavio Tosi per discutere di dinamiche d'integrazione e di ricette politiche per accompagnarle. Il posizionamento di Prato al quarto posto, nella graduatoria delle province con il più alto potenziale d'integrazione degli immigrati, è sicuramente motivo di sorpresa, in una realtà complessa come quella pratese in cui i nuovi arrivati non sono sempre visti di buon occhio, per tutta una serie di motivi legati alla difficile convivenza e all'integrazione a sighiozzi. L'indice assegnato a Prato è del 57,14%, alle spalle di Parma (60,38%), Reggio Emilia (58,65%) e Vicenza (58,26%). Un radicamento reso possibile grazie a un humus sociale favorevole che il territorio riuscirebbe ad offrire agli immigrati, in primis l'inserimento scolastico. Il termometro che misura lo stato d'integrazione degli stranieri in Italia regala un posto di tutto rispetto alla nostra provincia. Ma a far notare di fronte alla platea romana che non sono tutte rose e fiori in questa città, ci ha pensato Silli. «Gli immigrati che vivono bene a Prato sono quelli in regola. Quella che emerge dall'indagine è un'immagine falsata perchè non tiene conto delle sacche abbondanti di clandestini e irregolari. Il problema di queste classifiche sta nei numeri ufficiali. Per questo - fa notare l'assessore - ho voluto spostare la discussione sul "caso Prato" dell'immigrazione cinese a torto trascurato. Sicuramente però il rapporto del Cnel conferma che la linea politica di questa giunta è giusta, ovvero quella di combattere il fenomeno dei clandestini e di chi li sfrutta». Quarta per indice d'integrazione, Prato è 63ª nella graduatoria differenziale del dossier Cnel, ovvero quella che misura la parità d'inserimento sociale e occupazionale tra immigrati e italiani. Un handicap che peserebbe dunque su chi arriva a Prato sognando una vita migliore. «Ricordo che sulla base di un'analisi recente del Censis, l'indice di repulsione degli italiani verso lo straniero è a Prato fra i più alti d'Italia, attestandosi intorno al 60% su una media nazionale del 25%. Un atteggiamento - fa notare Silli - che riguarda tutti i pratesi, a prescindere dal colore politico o dalle appartenenze di destra o sinistra».
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