Sicurezza
Materne, esclusi 500 bimbi Pd duro con l'assessore Pieri
Mancano i posti per il tempo pieno e gli insegnanti di sostegno
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PRATO. Cinquecento bambini rischiano di non trovare posto nelle scuole materne. Una situazione che potrebbe migliorare soltanto se la Regione Toscana assicurerà i finanziamenti per l'apertura di 7 nuove sezioni. Gli esclusi, comunque, resterebbero sempre oltre trecento. All'assessore all'istruzione Rita Pieri che si era detta comunque ottimista replicano quattro consiglieri comunali del Pd.
«Che la "nostra" scuola stia vivendo un momento drammatico - affermano Gianni Bianchi, Ilaria Santi, Maria Grazia Ciambellotti, Lia Vanni, è ormai chiaro a chiunque; la mano pesante del Governo nazionale, con i suoi tagli, si è abbattuta su personale docente, ata, giovani ricercatori e tante altre categorie che potremmo elencare. Prato però, come su tanti altri fronti ha la sua specificità: i tagli pesano anche sugli stessi bambini e ragazzi che frequentano le nostre scuole, dalla scuola primaria a quella superiore. Pensate, sono oltre 500 i bambini che nel Comune di Prato non potranno usufruire del tempo pieno e questo, purtroppo, è un autentico dramma per le famiglie, tanto più in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo». «Altro punto cruciale - proseguono i consiglieri Pd - riguarda il sostegno per gli alunni diversamente abili, ne risultano 40 in più rispetto allo scorso anno scolastico, a fronte però dello stesso numero di insegnanti di sostegno. Ma state tranquilli, l'assessore si dice "serena" e consiglia alle famiglie, per quanto riguarda il caos liste di attesa per la scuola materna, di "rivolgersi alle scuole paritarie"; come se tutti potessero permetterselo, facendo inoltre una pessima figura istituzionale, proponendo come soluzione una "non-soluzione".
Si contraddice inoltre l'assessore, affermando che " per quanto riguarda la scuola dell'infanzia manca la comunicazione ufficiale della conferma del finanziamento delle 7 sezioni con i fondi regionali...questo appesantisce la lista degli utenti in attesa nella graduatoria", terminando l'intervento, poi, con testuali parole: "da parte del Comune...resta ferma la condivisione di una necessità da parte del ministero di razionalizzare l' organizzazione scolastica"». «Insomma - ribattono - che si decida, questi soldi servono o no? Dal Governo no e dalla Regione sì? Ci chiediamo con imbarazzo come sia possibile, alla luce dei molteplici problemi relativi alla scuola, fare un simile intervento».
«Che la "nostra" scuola stia vivendo un momento drammatico - affermano Gianni Bianchi, Ilaria Santi, Maria Grazia Ciambellotti, Lia Vanni, è ormai chiaro a chiunque; la mano pesante del Governo nazionale, con i suoi tagli, si è abbattuta su personale docente, ata, giovani ricercatori e tante altre categorie che potremmo elencare. Prato però, come su tanti altri fronti ha la sua specificità: i tagli pesano anche sugli stessi bambini e ragazzi che frequentano le nostre scuole, dalla scuola primaria a quella superiore. Pensate, sono oltre 500 i bambini che nel Comune di Prato non potranno usufruire del tempo pieno e questo, purtroppo, è un autentico dramma per le famiglie, tanto più in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo». «Altro punto cruciale - proseguono i consiglieri Pd - riguarda il sostegno per gli alunni diversamente abili, ne risultano 40 in più rispetto allo scorso anno scolastico, a fronte però dello stesso numero di insegnanti di sostegno. Ma state tranquilli, l'assessore si dice "serena" e consiglia alle famiglie, per quanto riguarda il caos liste di attesa per la scuola materna, di "rivolgersi alle scuole paritarie"; come se tutti potessero permetterselo, facendo inoltre una pessima figura istituzionale, proponendo come soluzione una "non-soluzione".
Si contraddice inoltre l'assessore, affermando che " per quanto riguarda la scuola dell'infanzia manca la comunicazione ufficiale della conferma del finanziamento delle 7 sezioni con i fondi regionali...questo appesantisce la lista degli utenti in attesa nella graduatoria", terminando l'intervento, poi, con testuali parole: "da parte del Comune...resta ferma la condivisione di una necessità da parte del ministero di razionalizzare l' organizzazione scolastica"». «Insomma - ribattono - che si decida, questi soldi servono o no? Dal Governo no e dalla Regione sì? Ci chiediamo con imbarazzo come sia possibile, alla luce dei molteplici problemi relativi alla scuola, fare un simile intervento».
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