Attenzione
Più che raddoppiati i prestiti nel primo semestre, aumentano gli adolescenti e gli over 50. E domani apre il bar
Triplicati gli utenti della biblioteca
Paolo Nencioni
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Linterno della nuova Biblioteca Lazzerini realizzata nellex Campolmi La nuova Lazzerini in pochi mesi è diventata un luogo di aggregazione
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PRATO. Era una biblioteca, ora è qualcosa di più e di meglio. Un luogo di aggregazione oltre che di cultura, un posto dove si va anche per incontrare gli amici, scambiarsi idee, non necessariamente per immergersi nello studio matto e disperatissimo di leopardiana memoria. La rinascita della Biblioteca Lazzerini, a nove mesi dall'inaugurazione nella nuova sede dell'ex Campolmi, è ormai una realtà. Lo dicono i numeri e lo dicono le immagini. Partiamo dai primi. Quello più importante è relativo ai prestiti, che sono più che raddoppiati nel primo semestre 2010 rispetto al primo semestre 2008 (nel 2009 la biblioteca era chiusa): 61.222 contro 29.202. Ma soprattutto è cambiata la tipologia degli utenti. Non solo studenti universitari o delle ultime classi delle superiori. Ora alla Lazzerini capita di incontrare molti over 50 e altrettanti adolescenti dai 14 ai 17 anni. Questi ultimi sono soliti trattenersi nella hall e nella sala periodici, spazi luminosi che invogliano a sfogliare un giornale o a collegarsi a Internet, e sembra che siano anche rispettosi del silenzio. Complessivamente la media degli utenti è di circa 1.200 persone al giorno, il triplo rispetto alla vecchia sede di via del Ceppo Vecchio, tanto che è stato necessario aumentare la capienza dagli iniziali 450 posti agli attuali 560 (260 in più della vecchia sede). Oltre ai posti si è dilatato anche l'orario di apertura, 70,5 ore alla settimana, e non solo nella sala di lettura. Con questo assetto la Lazzerini, calcola il direttore Franco Neri, è la biblioteca con l'orario più ampio in Italia, dopo quella delle Oblate a Firenze. Altri numeri: sono 130.000 i libri a scaffale aperto, 140.000 quelli custoditi nei depositi, su una superficie complessiva di 5.300 metri. Venti i dipendenti, oltre ai 26 di una cooperativa di servizi. Da domani questa vocazione della biblioteca a diventare spazio di aggregazione farà un ulteriore passo avanti con l'apertura del bar esterno, la cui gestione è affidata al Gruppo Miraglia: tavolini, ombrelloni, rimarrà fino all'autunno inoltrato. Nel frattempo, probabilmente a ottobre, aprirà anche il bar interno. Un buon successo hanno ottenuto anche gli spettacoli del mercoledì sera nell'ambito di Prato Estate (prossimi appuntamenti il 14 con l'arpa di Cecilia Cei, il 21 col pianoforte di Pietro Di Maria). Ancora non completamente decollata la convenzione con Essegiemme che consente agli studenti di lasciare auto o moto nel parcheggio di piazza San Marco a un euro per 10 ore. In alternativa si può raggiungere la biblioteca in bicicletta, anche se non pochi, osserva il direttore Neri, arrivano anche da altre province. Altri due aspetti meritano di essere sottolineati. Circa un quarto dei prestiti vengono chiesti dalle 19 alle 20,30. «E' come se molti, finito di lavorare, avessero fame di cultura» commenta l'assessore Anna Beltrame. L'altro aspetto è il clima della domenica mattina. La biblioteca rimane aperta fino alle 13 e sono molti i genitori che portano i figli per fare animazione. «E' una cosa che mi fa star bene quando li vedo» dice Neri. Ora però all'orizzonte si profila lo spauracchio dei tagli dei trasferimenti statali ai Comuni, che avranno ricadute anche sulla cultura. Si dovranno razionalizzare le risorse e, per fare un esempio, l'apertura del giovedì sera potrebbe essere a rischio. Sarebbe un peccato.
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