Il Tirreno

Prato

In un video su Youtube i giovani alla ricerca di un filo di speranza

Valentina Ceccatelli
In un video su Youtube i giovani alla ricerca di un filo di speranza

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PRATO. Pubblicato sulla rete quattro giorni fa, "Prato città universitaria" è già diventato un piccolo cult che impazza su Facebook e Youtube. Girato da tre giovani pratesi, Leone Santi, Luca Salvati e Simone Mossa, il video fa luce su come gli studenti universitari vedono Prato: ne esce un ritratto di amore per la città, perplessità per il suo e il proprio futuro, non rassegnazione. «Non ci possiamo accontentare di quello che c'è e non migliorare niente: Prato è una città piena di possibilità che non vengono sfruttate». Il video è stato girato in pochissimo tempo, circa tre settimane, ed è stato presentato per la prima volta durante Univercity, in piazza dell'Università.

«ArteRiosa ci ha chiesto di partecipare, ed abbiamo avuto l'idea del video. Dura venti minuti e raccoglie testimonianze di studenti che frequentano l'università pratese. Stiamo pensando di rifare tutto da capo, creando una specie di minifilm che possa durare di più ed approfondire alcuni aspetti, e accettiamo qualsiasi tipo di aiuto da chi ci volesse contattare». Gli aspetti affrontati dal video sono la situazione lavorativa giovanile in città, il futuro di Prato, le possibilità di divertimento e cultura, la vita universitaria e l'utilità di un'istruzione superiore. «Se ci decideremo a investire soldi anche al di fuori del tessile potranno crearsi opportunità nuove, che poi potranno svilupparsi e portare lavoro». Dice Cosimo in apertura del video: «Se ci si basa solo sul tessile, alla fine si muore». «Negli anni'90 un ventenne poteva già aspirare a crearsi un futuro stabile - aggiunge Leonardo poco dopo - Ma adesso non è più così. Un ragazzo comincia a poter avere una posizione sociale a 35 anni, non c'è quasi più mobilità verticale: un figlio di operaio che diventa imprenditore è sempre più raro. Prima non era così, e soprattutto per arrivare a posti di un certo rilievo occorre la raccomandazione. Non si va avanti». Il tema della cultura è sentito fortemente da tutti i ragazzi intervistati, e dai tre registi: «Prato potrebbe essere perfetta, ma così non lo diventerà mai. Mancano quei particolari che la renderebbero migliore: c'è l'università e manca la casa dello studente, ci sono luoghi splendidi, come il Castello, e vengono sfruttati poco e male. Prato è una città spaventata dal diverso e dalle novità: vive di paranoia». «La nostra generazione è a un bivio: i nostri figli potranno avere una città bellissima o una città da dove scappare - dice Francesco in chiusura del video - dipende da noi. Ma io so che, ovunque vada a vivere, alla fine tornerò qui». «E comunque - conclude Fabrizio - nasci in un posto e lo migliori. È così che funziona».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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