Il Tirreno

Prato

Ammonterebbe a 5 milioni di euro il valore della merce comprata da decine di ditte italiane

Prendi le pezze e scappa

Paolo Nencioni
Il valore dei tessuti spariti potrebbe aggirarsi sui cinque milioni di euro
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Il valore dei tessuti spariti potrebbe aggirarsi sui cinque milioni di euro

Pronto moda cinese fa incetta di tessuti e sparisce

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PRATO. Fino a ieri il giochino lo facevano gli italiani. Se cominciano anche i cinesi, c'è di che preoccuparsi. Il giochino è semplice: si fa incetta di tessuti senza stare troppo a preoccuparsi del prezzo, si versa un acconto, poi si svuota il magazzino e si sparisce. E' un copione già visto, solo che stavolta cambia l'interprete principale. Non sono più gli italiani che cercano di fregare i connazionali (e talvolta ci riescono), ma i cinesi che gabbano gli italiani.  E' accaduto a Tavola, al numero 41 di via di Nebbiaia, dove fino al mese scorso aveva sede il Pronto moda Tiffany di Cai Senyao, una società in accomandita semplice con un capitale irrisorio, 5.000 euro, suddiviso tra lo stesso Cai, non ancora trentenne, e la connazionale coetanea Pan Xiaoou.  Dicono che il pronto moda cinese abbia fatto grossi acquisti di tessuti in decine di aziende della zona, prevalentemente italiane, e abbia riempito il magazzino. Poi un bel giorno, come d'incanto, sono spariti sia i titolari che le pezze, dal venerdì al lunedì. L'importo della merce non è precisato, nemmeno i singoli creditori possono saperlo, ma si parla di grosse cifre, intorno ai 5 milioni di euro.  Al 41 di via di Nebbiaia ora non c'è più nemmeno l'insegna. Al posto di Tiffany c'è il Pronto moda Angela, anche questo gestito da cinesi, che sorridono a chi chiede notizie dei loro predecessori. «Sono spariti - ammettono - E qui sono venuti tanti italiani a informarsi per sapere dove possono trovarli, ma noi non lo sappiamo». In realtà i fornitori vorrebbero trovare la merce, che però ha fatto la stessa fine dei padroni del vecchio pronto moda. «Quando siamo arrivati noi - dicono quelli del pronto moda Angela - il magazzino era completamente vuoto, non abbiamo idea di dove siano finiti i tessuti».  Tiffany è solo uno dei pronto moda cresciuti come funghi lungo l'asse della tangenziale, dalla parte di Tavola e ancor di più dalla parte del Macrolotto di Iolo. La data ufficiale di costituzione è il 3 marzo del 2009. Giusto il tempo per accreditarsi come soggetto rispettabile, con cui si potevano fare affari, ed è arrivata la doccia fredda.  In passato, come detto, storie simili sono accadute nel distretto tessile, ma sempre con protagonisti italiani, truffati e truffatori. La storia del pronto moda di Tavola, se non rimarrà un episodio, potrebbe essere una svolta poco piacevole, anche alla luce di quanto scriviamo sotto, e cioè del rinvenimento di un carico di filati rubato nel piazzale di un'altra ditta cinese del Macrolotto.      IN CASA AVEVA DUE COMPUTER Ladro tradito dagli ideogrammi  Cercavano uno spacciatore di droga e hanno trovato un ladro. La prova è una deduzione logica: aveva in casa due computer sul cui schermo c'erano solo ideogrammi, ma lui non conosce una sola parola di cinese. Gli uomini della squadra mobile della polizia hanno fermato venerdì pomeriggio un marocchino di 28 anni, segnalato come possibile spacciatore di droga nei pressi di un circolo di Tobbiana. L'hanno visto salire su un'auto e l'hanno bloccato poco distante. In tasca aveva due telefoni cellulari e 1.270 euro in contanti. Il giovane risulta residente a Vaiano, ma domiciliato a Prato in via Risorgimento. Qui, durante la perquisizione domiciliare, è saltata fuori una piccola quantità di sostanza da taglio, altri 1.300 euro in contanti e due computer che, una volta accesi, hanno mostrato le scritte in cinese. Il marocchino non è stato in grado di giustificare il possesso dei due computer ed è stato denunciato a piede libero per ricettazione.

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