Il Tirreno

Prato

L'operaia Bases: «Mai accetteremo il lavoro a quelle condizioni»

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 PRATO. Si chiama Chiara ed è una delle lavoratrici in cassa integrazione della ditta Bases. Ha preso carta e penna per scrivere sulla proposta di trasferimento della tintoria a imprenditori cinesi e sulla buona uscita per la rinuncia al diritto di essere riassunti.  «Si è sottolineato - scrive - il fatto che noi lavoratori non vorremo andare a lavorare per i cinesi e abbiamo rifiutato la proposta. La questione è che noi a quelle condizioni non saremo mai andati a lavorare per nessuno. I momenti non sono per niente buoni per nessuno di noi: tra i lavoratori ci sono molti con figli e in tanti siamo giovani ma per adesso farsi una famiglia sarebbe un azzardo. Rinunciare a quella buona uscita sicuramente per qualcuno è stato un altro sacrificio ma vorrei che si sottolineasse che in questi momenti non si puo rinunciare a diritti che si sono ottenuti negli anni. Per questo noi non ci siamo sentiti di dire si». E continua: «Il problema più grosso per quanto mi riguarda è che i nostri titolari pratesi abbiano avvallato una richiesta del genere. Poi ci chiediamo come mai la comunità cinese sta comprando anche le tintorie di Prato. Si sta solo alzando molta polvere contro i cinesi per coprire tanti altri problemi. Ma dov'è un piano di sviluppo per Prato? All'Unione industriale di cosa parlano?».

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di Redazione web