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Prato

Vicenza pronta a incorporare CariPrato

Paolo Nencioni
Vicenza pronta a incorporare CariPrato

Voci insistenti di fusione, rischiano i 200 dipendenti della Direzione generale

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 PRATO. Ormai è più di una voce. La Banca popolare di Vicenza si appresterebbe a fare un sol boccone di CariPrato. Tecnicamente si chiama fusione per incorporazione. In sostanza la banca più piccola viene inglobata da quella più grande, che in questo caso ne aveva già "mangiato" un bel pezzo.  Per Prato sarebbe un passaggio storico e simbolico. Calerebbe definitivamente il velo su un istituto di credito fondato il 27 maggio 1830 da 60 benemeriti cittadini con una dotazione di 1.800 fiorini, all'inizio emanazione della Cassa di risparmio di Firenze, dal 1883 in piena autonomia nella storica sede di Palazzo degli Alberti.  I vicentini, dicevamo, hanno già mangiato un bel pezzo di quella che fu la Cassa di risparmio (di cui detengono oltre il 90%), ma ora, secondo voci sempre più insistenti, si preparerebbero a completare l'opera con la fusione.  Febbrili contatti sono in corso tra Vicenza e Prato per fissare una riunione entro la prossima settimana. All'ordine del giorno «importanti comunicazioni» sulle quali ancora si mantiene un certo riserbo. «Di certo - scherza un influente membro della Fondazione CariPrato - non si parlerà della finale dei Mondiali di calcio».  Se l'incorporazione verrà confermata a giorni, le conseguenze, oltre che simboliche saranno anche pratiche. Il "marchio di fabbrica" CariPrato potrebbe sparire per lasciare il posto alle insegne di Bpv (ma non è detta l'ultima parola). Quanto ai dipendenti, le incorporazioni spesso di fanno per "razionalizzare le risorse umane". In questo caso potrebbero non rischiare quasi niente gli addetti agli sportelli e potrebbero rischiare molto quelli inquadrati nella Direzione generale. Attualmente in Direzione generale ci sono 233 persone. Tolti quelli in maternità o in aspettativa si arriva a circa 200. Se Vicenza assume il controllo totale non avrà più interesse a mantenere a Prato una Direzione generale e dovrà spalmare una parte del personale nelle Aree toscane (che sono attualmente tre, potrebbero diventare quattro). Ma metà di quei 200 potrebbero doversi trovare un altro lavoro.  Le manovre di questi giorni sono state precedute da alcuni importanti movimenti interni. In primo luogo la cessione degli immobili della Cassa (fatta eccezione per Palazzo degli Alberti) a un'immobiliare vicentina, operazione giustificata da ragioni fiscali e fatta anche da molte altre banche. Inoltre la Fondazione ha ceduto il 13% del suo 21% a Bpv in cambio di una partecipazione azionaria nella banca vicentina e di obbligazioni emesse da Bpv. Infine c'è stato l'avvicendamento sulla poltrona di direttore generale tra Giampiero Bernardelle e Franco Tonato, il numero due di Vicenza, l'uomo dei numeri e dei conti da far quadrare. La persona giusta, secondo alcuni, per preparare una incorporazione. Una voce che il diretto interessato ha già avuto modo di smentire. «Dipende dai miei trascorsi di fusioni, incorporazioni e acquisti - ha detto - ma quella era la mia vita passata, ho avuto mandato di venire qui per far guadagnare CariPrato, ovviamente attraverso il sostegno al territorio». Da quelle parole sono trascorse alcune settimane, e le cose potrebbero essere cambiate.

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